Il Tirreno

Versilia

Matteucci, il “Gladiatore” alla riscossa

Il candidato e il suo team vanno casa per casa per coinvolgere gli indecisi. «Non sono autoritario, i patti vanno rispettati»

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CAMAIORE. Ha incassato due colpi da ko. E non si sa se in questi casi a faccia più male il risultato a sorpresa del primo turno o l’infedeltà di alcuni alleati.

Ma il guerriero Alberto Matteucci - che ama citare il film “Il Gladiatore” - non molla certo la presa, cambia strategia (e anche look, abbassando il colletto che sui primi cartelloni elettorali aveva fatto discutere), e si mette in marcia andando a parlare con la gente casa per casa per cercare di recuperare i voti perduti.

L’amarezza è difficile da nascondere ma Matteucci si sente sicuro di poter recuperare. e per questo ha messo in campo tutte le risorse necessarie per colmare il gap con l’avversario.

Ieri mattina il candidato del centrodestra si è alzato come sempre alle 6,30 nonostante l’ultimo incontro della sera precedente a Marignana sia finito all’una di notte. «Mi basta dormire poco - spiega mentre sorseggia un caffè al bar Rossano - e poi c’è tanto da fare per recuperare il risultato dell’andata».

Secondo Matteucci una serie di circostanze avverse - compresi l’alto numero di voti disgiunti e l’astensionismo (e le schede annullate) - hanno sconvolto i pronostici della vigilia. E certo la situazione nazionale del Pdl non aiuta.

«Ma nel ballottaggio si ricomincia da capo - afferma - e sono sicuro che tantissime persone capiranno che è importante confermare quanto è stato fatto negli ultimi anni. D’altronde qui il partito si è difeso rispetto ad altre parti d’Italia: la base è ancora forte grazie al lavoro svolto».

Per questo la macchina organizzativa ha alzato i ritmi per cercare di colmare il gap di circa 1200 voti e aggiungerne qualche centinaia che permettano di arrivare al traguardo in testa.

La serie di iniziative di questa giornata comincia attorno alle 9,30 con un volantinaggio nel centro di Camaiore tra la piazza XXIX maggio e la via di Mezzo. Proprio di questa zona si parla nei volantini freschi di stampa che vengono portati da Pier Francesco Pardini dell’Udc. Al gruppetto si aggiunge anche il sindaco Giampaolo Bertola che, dal giorno del voto, è sempre a fianco del candidato (dopo gli screzi di cui si è tanto parlato in campagna elettorale).

Qui Matteucci gioca in casa . Scherzosamente qualcuno definisce la Porta Nuova «il centro commerciale Matteucci», visto che qui si concentrano i negozi dei fratelli e della moglie, oltre che il suo studio da commercialista. Matteucci è uno che sa di dover lavorare per poter ottenere risultati. «Siamo in otto fratelli - racconta - e i miei genitori lavoravano entrambi». La madre Carolina aveva un negozio in piazza (ora passato a uno dei fratelli), il padreGiuseppe era un contabile del comune (entrambi adesso sono in pensione).

I Matteucci sono cresciuti all’ombra del monte di Pedona, a Carignoni, a pochi passi dalla zona da cui proviene anche il rivale in questa disfida per la conquista della poltrona di sindaco. E Matteucci ricorda di come, da adolescente, iniziò a lavorare, iniziando in un allevamento di animali. «Per questo - afferma - conosco le necessità di chi lavora la terra e nell’agricoltura».

I camaioresi sono persone che non la mandano a dire. E alcuni dei negozianti chiedono garanzie sugli interventi per il rilancio del centro storico. Matteucci mostra i volantini con i rendering per la piazza XXIX maggio. «Che non verrà chiusa al traffico al contrario di quel che propone la sinistra - sottolinea parlando con un negoziante - e che verrà integrata, grazie all’arredo urbano, con via IV Novembre e via di Mezzo».

Anche Pardini si dà da fare per spiegare che «adesso faremo a Camaiore quello che è stato fatto a Lido: siamo partiti da là per far ripartire il volano del turismo, adesso vogliamo collegare le varie anime del territorio». Questo lavoro di convinzione è importante e si prende tantissime energie. I critici dicono che Matteucci è poco adatto a muoversi tra la gente. E lo definiscono autoritario. Ma lui non ci sta a essere definito così. E i suoi colleghi dell’alleanza gli hanno ripetuto come un mantra che deve superare la sua timidezza e farsi vedere dalla gente per parlare di programma e sfatare i pregiudizi. «Io non sono autoritario, sono soltanto una persona decisa - spiega - e soprattutto vorrei che gli accordi venissero rispettati. Ma la politica è scaduta di livello e molte persone sono sempre pronte a mettere tutto in discussione. Non posso negarlo, questo mi fa arrabbiare».

Il gruppetto raccoglie l’approvazione di un benzinaio. «Così non vi mancherà la benzina», proviamo a scherzare.Il sindaco Bertola sorride e aggiunge scherzosamente. «Adesso serve anche l’olio per far funzionare tutti gli ingranaggi». E vedere tutte le rotelle della macchina messa in piedi da Matteucci e alleati per ribaltare il 48 a 40 del primo turno (e poi le alleanze che Deldotto è riuscito a raccogliere) è impressionante. Per farlo basta recarsi a Capezzano nel primo pomeriggio. «Ci sono 22 squadre da 2-3 persone - spiega Alberto Iacomini dell’Udc - che si muovono su tutto il territorio, specialmente nelle frazioni. Ci muoviamo in piccoli gruppi perché non servono sceneggiate come fa qualcun altro. A noi basta convincere le persone ad andare alle urne. L’altra volta molti hanno dato il risultato per scontato. Serve una mobilitazione per confermare quanto fatto».

Il pomeriggio è dedicato alla visita delle case della zona Bucine - via Fillungo. Qui è possibile imparare cos’è un “ranghinatore”, grazie al sindaco Bertola e all’incontro con un uomo che lavora la terra a bordo di un trattore. «Lei è della lista Matteucci?», chiede l’uomo al candidato. «No, lui è proprio Matteucci», ridonoe Iacomini e Pardini . «Ah, così senza cravatta mi piace di più». Insomma, una conferma spontanea che all’uomo comune piace di più il Matteucci col giubbino dell’ultimo manifesto e quello scamiciato che si muove tra campi e aratri.

Qualcuno nella strada si lamenta per le buche e la mancanza di illuminazione, altri dicono di temere che la città passi in mano a un candidato troppo giovane. Il sindaco e Matteucci spiegano che ci sopno piani da seguire e che i progetti di sistemazione sono in dirittura di lancio.

Poi il gruppetto si sposta per nuovi appuntamenti. La rincorsa è èartita, solo le urne diranno a cosa approderà.

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