Attenzione
La pineta piange Hasen il suo angelo custode
Tunisino, 57 anni, era stato adottato dai frequentatori del cuore verde della città Un infarto lo ha ucciso nel magazzino per attrezzi dove passava le notti da tempo
VIAREGGIO. È morto l’angelo custode della pineta. Hasen Deruda, 57 anni, tunisino, da tempo viveva in un magazzino messogli a disposizione da un’associazione: era stato adottato dalla pineta di Ponente e dai suoi frequentatori, che ogni tanto aiutava con le pulizie.
Ieri, però, è stato ritrovato senza vita da uno dei responsabili dell’Associazione tempo libero, Alberto Manfredi. A ucciderlo, molto probabilmente, un infarto.
Hasen era a Viareggio da circa tre anni, con regolare permesso di soggiorno ed era stato un po’ adottato dall’associazione, visto che dava una mano nella pulizia esterna. Dimostrando che esistono eccome stranieri pronti ad amare questo angolo di città così tormentato.
«Dormiva nel bocciodrono all’aperto - dice Manfredi - poi gli abbiamo dato la possibilità di trovare rifugio la sera in un magazzino dove ci sono sistemati gli attrezzi per tagliare l’erba ed altro materiale. In questo modo poteva difendersi dal calo delle temperature. Di solito la mattina andava a prendere il caffè in un chiosco vicino al bocciodromo. Non vedendolo né la mattina né il pomeriggio, gli associati si sono insospettiti e mi hanno avvertito. Sono andato a vedere nello stanzino, sembrava stesse dormendo. Ma quando l’ho toccato era come di ghiaccio. Purtroppo mi sono reso conto subito che non c’era più nulla da fare. Ho chiamato il 118, sono arrivati i medici con l’ambulanza poi i carabinieri. I sanitari non potevano che constatare il decesso a causa di un malore».
«Era una brava persona, Hasen. Faceva dei lavori saltuari quando li trovava, per mangiare andava alla Caritas, una signora gli portava da mangiare. Era stato anche picchiato da suoi connazionali che allontanava dalla zona, perché erano gente poco raccomandabile, la sera qua purtroppo si spaccia. Hasen era davvero bravo, dispiace a tutti per quanto accaduto. Aveva anche un cagnolino che era fuori della stanza quando lui è morto».
Una storia davvero triste, quella di Hasen. Che dimostra due cose. Intanto la capacità di Viareggio di accogliere ancora oggi figli adottivi provenienti da terre lontane. E poi il fatto che non basta essere nordafricani per essere definiti delinquenti. Esistono, infatti, persone che pur precipitate nella disperazione si rifiutano di far male agli altri. Dando un esempio eccezionale.
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