Sicurezza
I Comuni della Versilia reggono C’è la piazzola di Falascaia
PIETRASANTA. È andata decisamente meglio negli altri Comuni della Versilia che hanno potuto utilizzare, per stoccare i rifiuti che non sono andati a Pioppogatto chiuso. La piazzola di Falascaia...
PIETRASANTA. È andata decisamente meglio negli altri Comuni della Versilia che hanno potuto utilizzare, per stoccare i rifiuti che non sono andati a Pioppogatto chiuso. La piazzola di Falascaia - spiega ieri pomeriggio Italo Viti, assessore all’ambiente a Pietrasanta - è autorizzata per 3mila tonnellate l’anno ed ha dieci giorni garantiti prima di superare il limite. Nel frattempo Asl ed Arpat hanno eseguito a Falascaia un sopralluogo analogo a quello cui è stata sottoposta la piazzola Sea a Viareggio. «Già domani (oggi per chi legge ndr) - spiega Viti - in Provincia si dovrebbe tenere la conferenza dei servizi per il rilascio delle autorizzazioni». Intanto - ha fatto sapere Viti - nel pomeriggio di ieri l’Ambito territoriale ottimale ha definito ieri pomeriggio i flussi di conferimento fuori provincia per la Versilia in difficoltà con lo smaltimento dei rifiuti: «Cinquecento tonnellate al mese all’inceneritore di Livorno, 3mila al Cermec di Massa, 3.200-3.300 per ciascuna delle discariche, a Peccioli e Rosignano. Un quantitativo, quello che ci è stato messo a disposizione, fin sovrabbondante rispetto alle necessità».
Ieri pomeriggio Viti è stato a lungo a Falascaia: «Quello che si nota - racconta l’assessore all’ambiente - osservando rovesciare i cassonetti è che così non va: c’è tanto verde e rame, oltre ad altri materiali che non vi dovrebbero essere. Bisogna fare davvero una politica diversa e farla quanto prima...».
Nella giornata di ieri tutti i Comuni della Versilia hanno messo mano alle necessarie ordinanze. Ordinando ad Ersu (la società dei rifiuti che opera in Versilia, tranne che a Viareggio), «di procedere a far data dal 17 maggio e senza interruzione alcuna all’organizzazione e svolgimento dei servizi di smaltimento Rsu/Rsa onde evitare possibili situazioni di emergenza igienico-sanitaria ed ambientale sul territorio comunale».
Il servizio -si legge nell’ordinanza di Forte dei Marmi - «dovrà essere eseguito per un periodo massimo di 4 mesi dalla data di emissione della presente ordinanza, salvo ulteriori proroghe da parte della competente Autorità di ambito in merito alla disponibilità degli impianti di bacino». (d.f.)
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