Il Tirreno

Versilia

Colpo da centomila euro in banca

di Roy Lepore
Colpo da centomila euro in banca

I rapinatori entrano da un buco sul retro e aspettano il direttore: «Siamo padri di famiglia senza soldi, svuoti la cassaforte»

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LIDO DI CAMAIORE. Rapinatori in azione alla filiale della Cassa di Risparmio di Carrara sulla via Aurelia a Lido di Camaiore. Per l’ennesima volta. E in questo caso a mettere a segno il colpo da 100mila euro sono stati dei veri professionisti che, studiando le proprie mosse nel minimo dettaglio, sono riusciti a non farsi riprendere dal sistema di videosorveglianza dell’istituto di credito.

A differenza delle rapine, per così dire, tradizionali, questa volta i banditi sono entrati in azione ben prima dell’orario di apertura della banca. In due, travisati con passamontagna e armati di pistola, risultata poi giocattolo, sono entrati in banca attraverso un buco realizzato la notte nel muro esterno del retro dell’edificio e hanno atteso il direttore e due impiegate, minacciati con le pistole e costretti ad aprire la cassaforte.

Gli impiegati sono stati rinchiusi in bagno, mentre il direttore è rimasto con loro per aprire la cassaforte.

I due malviventi erano in contatto con un complice che con una ricetrasmittente li teneva informati dall’esterno su chi si presentava all’ingresso dell’istituto. La banca ha aperto con circa un quarto d’ora di ritardo per colpa della rapina ed è stato il direttore, sotto minaccia, a informare i clienti fuori dalla porta che ci sarebbe stati dei ritardi per l’apertura.Nessuno dei clienti, però, ha notato che c’era qualcosa che non andava in quel ritardo.

I due banditi durante la rapina hanno anche cercato di rassicurare il direttore, Federico Cesaretti. «Stia calmo - gli hanno detto - non le accadrà nulla, siamo padri di famiglia senza lavoro». E una volta aperta e svuotata la cassaforte se ne sono andati fuggendo dal retro.

Ed è qui che i due ladri hanno dovuto fare i conti con un altro imprevisto.

Mentrre il direttore della banca avvertiva la polizia (intervenuta insieme ai carabinieri) e scattava l’allarme collegato con la centrale di un istituto di vigilanza a Brescia (sul posto sono arrivati gli uomini della Vesuvio), fuori dalla banca i ladri si sono trovati faccia a faccia con due responsabili del’A.S.Lido di Camaiore Bridge che si trova sopra la banca. «La sera precedente la rapina abbiamo avuto un torneo – dice Roberto Bartolini – abbiamo finito quasi alle 1,30 quindi i banditi hanno avuto il tempo per realizzare il foro da quell’ora in poi indisturbati, perché non c’era nessuno che potesse sentire. Siamo tornati al circolo per mettere un po’ di ordine e ci siamo visti di fronte i ladri in fuga. Ci hanno puntato contro la pistola e ad uno di loro è caduto a terra il sacco dove c’erano i soldi. Poi sono scappati nel campo dietro la banca, hanno gettato lì le pistole che sono state trovate dalla polizia, poi se ne sono andati di corsa, non è da escludere che ad attenderli ci fosse nel cortile dell’istituto “Galileo Chini” un complice con il quale sono fuggiti via facendo do perdere le tracce. Il loro accento era italiano, dialetto meridionale, napoletano o siciliano non saprei, altezza circa 1,70- 1,7».

La polizia che si è incaricata delle indagini ha effettuato tutti i rilievi all’interno della banca. Un altro dato significativo, che denota la professionalità dei banditi, è il fatto che hanno agito in un’area degli uffici dove non potevano essere ripresi dalle telecamere.

Già un anno fa ignoti tentarono di entrare nella stessa banca facendo un buco esterno, ma trovarono cemento e dovettero desistere. L’altra sera il piano è invece riuscito alla perfezione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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