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Il tifo della Versilia per il campione camaiorese Chicchi

Il tifo della Versilia per il campione camaiorese Chicchi

L’atleta: «Una grande emozione gareggiare in casa» A lui anche un premio speciale del Comune di Seravezza

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SERAVEZZA. Sino ad oggi il Giro d'Italia gli ha regalato più delusioni che gioie, se si prendono in considerazione le volate a disposizione a cui non è riuscito a partecipare, per un motivo o per un altro. Anche se ieri il trionfo era a un passo nella tappa con arrivo a Montecatini.

Per Francesco Chicchi le possibilità erano già poche in partenza. Non certo per demeriti suoi, quanto piuttosto per un livello generale di velocisti piuttosto elevato - vedi la presenza del "cannibale" Mark Cavendish - e per il fatto che la sua squadra, la Omega-Pharma punta principalmente a proteggere e aiutare i due uomini di classifica, Cataldi e Pauwels.

Le spiegazioni. Il corridore camaiorese traccia un bilancio di questa prima metà del Giro, limitandosi puramente a parlare di se stesso: «Sappiamo tutti quanto sia rischiosa questa corsa - ammette - dove negli ultimi chilometri di gara non si scende mai sotto i 55 km/h di velocità. Tutte le squadre tirano al massimo in preparazioni delle volate e lo fanno con grande ferocia. Il Giro d'Italia è totalmente diverso dalle altre corse, per questo un piazzamento qui vale quasi come una vittoria. Mi sono presentato in Danimarca, alla partenza del Giro, un po’ in ritardo di condizione, a causa di un forte sbalzo termico rispetto alla Turchia, dove avevamo disputato la mia ultima corsa. Lì faceva molto caldo ed ho pagato questa differenza di temperatura».

E sull’analisi delle volate viste sin qui al Giro, Chicchi la vede così: «Ci sono state due cadute che non mi hanno permesso di infilarmi nel treno dei velocisti delle altre squadre. Sulla carta mi restano altre due tappe a disposizione, confidando nella possibilità di arrivare sino a Milano, anche se, viste le molte salite che ancora ci sono da affrontare, non sarà semplice».

La tappa di casa. Quella di oggi per Francesco Chicchi non sarà certo una tappa come tutte le altre.

Ma non perché avrà più chance di vincerla, visto che il percorso sembra fatto apposta per chi ha in progetto una fuga. Ma perché la carovana rosa partirà da Seravezza, a poca distanza da Lido di Camaiore, dove il corridore risiede da parecchio tempo.

«Essere vicino casa non può che darmi uno stimolo particolare - racconta - anche perché non a tutti i miei colleghi capita una fortuna simile. Non nascondo che proverò forti emozioni alla partenza, anche perché dopo quasi due settimane lontano dagli affetti, la lontananza comincia a farsi sentire. Immagino che ci sarà molto pubblico a sostenermi, specialmente amici e conoscenti. Ovviamente lungo le strade di Seravezza, Pietrasanta e Forte dei Marmi ci saranno pure molti ciclisti amatoriali versiliesi, che non si vorranno perdere un evento del genere. Mi aspetto una accoglienza calorosa, anche perché io sono un ragazzo socievole che non si fa problemi a parlare con tutti».

Accoglienza caratterizzata anche da un premio, quello del Comune di Seravezza al ciclista versiliese.

Gabriele Noli

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