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Il Giro e la Versilia, accoppiata vincente

di Massimo Guidi
Il Giro e la Versilia, accoppiata vincente

Fin dai primi del Novecento il lungomare è una delle mete preferite dagli organizzatori della gara

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VIAREGGIO. Dopo Viareggio, Forte, Marina di Pietrasanta e Lido anche Seravezza scrive il suo nome nelle pagine del romanzo in rosa legato alla Versilia fino dai primi decenni del secolo scorso come testimoniano i molti arrivi o partenze di tappa.

Già negli anni venti il Giro d’Italia passa sulle nostre strade in particolare sul viale a mare che unisce Forte a Viareggio. Poi nel 1935 la prima volta di un arrivo di tappa in occasione della Lucca-Viareggio (la seconda cronometro individuale nella storia della corsa) che fa registrare un podio da campionato del mondo della specialità: vince il francese Maurice Archambaud con oltre un minuto di vantaggio su Giuseppe Olmo, terzo è Learco Guerra, la “locomotiva umana”.

Il Giro torna a Viareggio due anni dopo per la Genova-Viareggio. Sull’arrivo situato in Piazza Mazzini piomba il gruppo compatto regolato da uno dei re dello sprint di quegli anni, Olimpio Bizzi che predece Bini e Mollo. Il giorno seguente sempre da Viareggio parte la cronometro a squadre che si conclude a Marina di Massa con la vittora della Legnano di Bartali.

Dopo gli eventi bellici la corsa in rosa torna a Viareggio nel 1948 proveniente da Parma. È ancora uno sprint a ranghi compatti vinto da Casola su Bevilacqua (poi retrocesso per volata scorretta) e Magni. Il Giro transita altre volte dalla Versilia ma per tornare ad essere sede di tappa bisogna attendere il 1955. La Genova-Viareggio è vinta allo sprint da Giovanni Corrieri davanti a Fiorenzo Magni e Giorgio Albani. Nel 1957 l’onore di ospitare una tappa tocca a Forte sede della partenza e dell’arrivo della cronometro. Vince Ercole Baldini davanti a Maule e Le Ber. Louison Bobet conquista la maglia rosa ma il Giro lo vincerà il toscano Gastone Nencini. Nel 1958 la Versilia ospita i corridori per tre giorni. Si comincia il 24 maggio con la Chiavari-Forte dei Marmi vinta in volata da Boni su Carlesi ed Albani. Il giorno seguente la carovana rimane in riva al Tirreno per una giornata di riposo poi il 26 la cronometro con partenza ed arrivo a Viareggio. Vince ancora Baldini che rifila oltre tre minuti a Brankert e quasi quattro a Nencini. Negli anni ’60 un solo arrivo di tappa in occasione della Genova-Viareggio vinta da Knapp (italianissimo ma da tutti confuso per svizzero) che sorprende Poggiali e Bailetti.

Ma è nella prima metà degli anni ’70 che il Giro d’Italia e la Versilia diventano binomio inscindibile. Forte dei Marmi la fa da protagonista ospitando la corsa per due giorni in ben quattro edizioni. Sono gli anni di Eddy Merckx, Felice Gimondi, Marino Basso, Franco Bitossi e tanti altri campioni che esaltano la folla sempre numerosa ad accoglierli. Nel 1971, il 29 maggio, si disputa la Casciana Terme-Forte dei Marmi. Vince allo sprint Marino Basso davanti ad altri due mostri sacri delle volate: Patrick Sercù e Dino Zandegù. Nel 1972 il Giro resta per due giorni a Forte dei Marmi. Il 1 giugno c’è la Argentario-Forte vinta dallo spagnolo Miguel Maria Lasa su Roger De Vlaeminck e Bitossi. E’ il giorno della processione del Corpus Domini che il parroco locale accette di posticipare per permettere l’arrivo della corsa. Il giorno seguente si corre, prima ed unica volta nella storia della competizione, una cronometro in due manches con partenza ed arrivo al Forte. Inusuale anche l’ordine d’arrivo che vede premiati, a pari merito, il grande Eddy Merckx ed il suo fido scudiero Roger Swerts che hanno fatto registrare lo stesso tempo. Nel 1973 ancora due giorni di Giro d’Italia per Forte. Prima con la Firenze-Forte vinta da “Kocis” Rodriguez che anticipa di una manciata di secondi Basso e De Vlaemicnk poi con una cronometro da leggenda vinta da Felice Gimondi davanti a Ole Ritter e Merckx, ovvero il gotha nelle corse contro il tempo. Ormai il Circuito di Forte è diventato un appuntamento fisso. Nel 1974 ci mette la firma Merckx che precede un giovane Francesco Moser e Gosta Petterson. È il 28 maggio, il giorno prima si era disputata la Ciocco-Forte vinta in volata da Sercù, secondo De Vlaeminck. Ed è lo stesso Sercù ad imporsi l’anno seguente nella Chianciano-Forte davanti a Rik Van Linden e De Vlaeminck. Ma la sorpresa delle sorprese viene dalla cronometro del 29 maggio. Il favorito è Gimondi ma a vincere è uno scalatore Giovanni Battaglin che precede proprio il campione di bergamasco e Borgognoni. Battaglin conquista anche la maglia rosa che perderà subito il giorno seguente nella cronoscalata del Ciocco a favore del suo gregario Fausto Bertoglio che poi vincerà il Giro. Dopo la grande abbuffata degli anni il Giro d’Italia torna dalle nostre parti dopo otto anni con la Parma-Viareggio, prima tappa della sessantacinquesima edizione. Vince Beppe Saronni che mette in fila il gruppo. Alle sue spalle Rosola e Dill Bundi. Una tappa preceduta da un piccolo “giallo”: i vigili urbani di Viareggio proprio in quei giorni avevano minacciato uno sciopero rivendicato il riconoscimento dell’indennità di pubblica sicurezza. Poi tutto era rientrato grazie alla mediazione dell’allora vice sindaco Milziade Caprili e dell’assessore Barbetti. Nel 1983, per la prima volta nella storia della corsa il Giro arriva nel comune di Pietrasanta per la Bibbiena-Marina di Pietrasanta. Vince Lucien Van Impe che anticipa di un secondo il gruppo battuto allo sprint da Munoz. L’anno seguente Marina di Pietrasanta ospita ancora l’arrivo di una tappa. E’ la cronometro a squadre che parte da Lucca dove il 17 maggio il Giro aveva aperto i battenti con la disputa del prologo. Sul traguardo marinello la formazione più veloce è la Renault di Laurent Fignon. Nel 1985, il 9 giugno, da Lido di Camaiore parte la cronometro che arriva a Lucca. Si decide il Giro con Moser impegnato nella rincorsa ad Bernard Hinault. Il campione trentino vince la tappa ma i sette secondi rosicchiati non gli bastano per togliere al francese la vittoria finale. Lido di Camaiore ospita ancora la corsa nel 1987 per la cronometro a squadre che parte da Lerici. Il successo è della Carrera dell’irlandese Stephen Roche che vincerà il Giro. A premiare i vincitori sul palco al Lido c’è Raffaella Carrà. Per l’edizione del 1990 la massima corsa a tappe nazionale torna a Marina di Pietrasanta per la Reggello-Marina vinta in volata da Stefano Allocchio su Mario Cipollini e Guido Bontempi. Il Giro rimane lontano dalla Versilia per sette anni, fino al 1997 quando sulle nostre strade si corre un circuito in linea. Sul traguardo posto a Lido di Camaiore vince Missaglia. L’anno seguente il Giro fa tappa a Forte dei Marmi proveniente da Rapallo. Nel nuovo secolo il Giro arriva in Versilia in due occasioni. Nel 2002 si corre in circuito con arrivo posto a Lido di Camaiore. La vittoria va a Verbrugge. Poi nel 2007 per la Reggello-Lido di Camaiore. Il favorito è Petacchi ma a vincere è Napoletano che regola allo sprint Husvod e lo stesso Petacchi. Poi nel 2009 la partenza di tappa dal pontile di Lido di Camaiore.

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