Sei mesi per evitare il dissesto La Corte dei Conti: fare in fretta
La valutazione è negativa in termini di sana gestione finanziaria e di mantenimento degli equilibri L’accusa: l’amministrazione utilizza fondi vincolati per fare fronte alle spese di parte corrente
VIAREGGIO. Le Sezioni regionali di controllo della Corte dei Conti tengono d’occhio, per legge dal settembre scorso, le situazioni critiche suscettibili di causare lo stato di dissesto e indicare all'ente pubblico monitorato. Nel caso le misure correttive indicate vengano disattese la norma prevede una procedura che conduce allo stato di dissesto economico.
Messi sotto controllo, i conti del Comune di Viareggio - scrive la Corte regionale nella relazione del 3 maggio scorso - il risultato è che «sono presenti sintomi di criticità o irregolarità contabili che la Sezione ha ritenuto di segnalare onde prevenire eventuali situazioni di squilibrio gestionale nei futuri esercizi».
Nel mirino della Corte, per quanto riguarda i bilanci preventivi 2008-2010, in particolare ci sono «equilibri di bilancio di parte corrente che sono garantiti con l'utilizzo di entrate a carattere eccezionale e non ripetitive, comprensivi anche dei flussi finanziari positivi derivanti da operazioni di finanza innovativa». Inoltre - scrive la Corte - «si denota una sovrastima, superiore al 10%, di poste attive relative al recupero da evasione tributaria, sanzioni amministrative pecuniarie per violazioni codice della strada». Il Comune, poi, «utilizza entrate derivanti da alienazioni e plusvalenze relative alla dismissione di beni patrimoniali per il mantenimento degli equilibri di parte corrente».
Quando si passa dallo sguardo generale sulla situazione del Comune al particolare dei conti, la “musica” non cambia: «L'accertamento di un disavanzo di amministrazione (generato dall'applicazione del disavanzo 2008) nell'esercizi induce - scrive la Corte - ad una valutazione complessivamente negativa, in termini di sana gestione finanziaria e di mantenimento degli equilibri di bilancio negli esercizi futuri, avvalorata dalle criticità emerse in ordine agli aspetti successivamente richiamati.
A contribuire al giudizio negativo espresso dalla Corte, contribuiscono anche «la presenza di debiti fuori bilancio generati dall'acquisizione di beni e servizi denotando sintomi di difficoltà della struttura nel rispetto delle procedure dispesa. La sussistenza di debiti fuori bilancio in corso di riconoscimento al 31/12/2009, anche se finanziati nell'anno 2010, prospetta rischi per la tenuta degli equilibri del bilancio. L'aumento nel 2009 rispetto al 2008 del volume dei debiti fuori bilancio denota il permanere di criticità nelle procedure di spesa e prospetta rischi per gli equilibri del bilancio sempre più significativi».
Ci sono, poi, nei bilanci del Comune delle cifre che l’Ente gestisce - così si dice - “conto terzi”. È stato il caso, per esempio, dei fondi per la ricostruzione di via Ponchielli e dintorni che lo Stato ha affidato al commissario straordinario per la ricostruzione e che lo stesso ha via via “girato” al Comune, diretto ai cittadini interessati.
La relazione della Corte parla espressamente di una «non corretta allocazione in bilancio delle risorse/impieghi relative a partite contabilizzate nel c/terzi». Fatto che «costituisce una irregolarità contabile in quanto contrasta con i principi contabili e non consente una corretta valutazione del risultato e degli equilibri della gestione». Su questo fronte la Corte è netta nel giudizio negativo: «L'utilizzo per cassa, per impieghi di parte corrente, di fondi aventi specifica destinazione, ma non ricostituiti al 31 dicembre 2009 evidenzia criticità nella gestione di cassa e la necessità di ricostituzione dei fondi in oggetto»
Il ricorso ad anticipazioni di tesoreria inoltre - continua l’analisi - «denota, difficoltà nella gestione dei flussi di cassa, riscontrate anche nel corso della gestione 2010. Tale fenomeno risulta maggiormente preoccupante, essendo il ricorso ad anticipazioni di tesoreria superiore a 120 giorni nell'esercizio finanziario considerato, riscontrato anche nel corso della gestione 2010 sino alla data di compilazione del questionario».
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