Il Tirreno

Versilia

La banca blocca l’accordo 50 famiglie rischiano la casa

MASSAROSA. Cento persone col destino sospeso, in attesa di sapere se le banche (la banca, nello specifico) verrà loro incontro, o se dovranno arrangiarsi (come, non ne hanno idea). Ancora in fase di...

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MASSAROSA. Cento persone col destino sospeso, in attesa di sapere se le banche (la banca, nello specifico) verrà loro incontro, o se dovranno arrangiarsi (come, non ne hanno idea). Ancora in fase di stallo la vicenda delle centinaia di persone rimaste invischiate nel fallimento della Gabrielli costruzioni a Quiesa del 2008. A fare orecchie da mercante, in questa fase, è solo una delle banche che vantano crediti nel fallimento, la Cassa di Risparmio di Carrara. Che non dà risposte. I fatti risalgono a più di due anni fa e riguardano un centinaio di persone che avevano già versato una caparra, a volte anche sostanziosa, per acquistare una delle villette in costruzione a Quiesa. Poi però si scoprì che la ditta costruttrice stava fallendo e che, in alcuni casi, due o tre acquirenti diversi avevano versato la caparra per lo stesso immobile. Il rischio per queste persone era alto: perdere tutti i soldi versati, e vedere gli appartamenti in cui vivevano andare all'asta. Un tampone fu messo dal sindaco di Massarosa (Franco Mungai) assieme al Presidente della Provincia Baccelli e dall'allora presidente del consiglio Gemignani. Il tribunale del fallimento lasciò infatti, con le garanzie degli enti, un po' di tempo, i cittadini rimasti coinvolti nel fallimento costituirono in consorzio, gli enti pubblici fecero da garanti e le banche cominciarono a rinegoziare il credito. Si parlava, in tutto, di un buco di circa 8 milioni di euro e di 48 famiglie coinvolte. A questo punto l'unica incognita che rimaneva erano le banche: avrebbero rinunciato a parte dei loro crediti? A sorpresa, in questi tempi di crisi, una dopo l'altra risposero positivamente. Il Monte dei Paschi di Siena rinunciò al 30% del credito, stessa percentuale di "sconto" concessa dalla Cassa di Risparmio di Lucca. La terza banca in ballo ha fatto ancora meglio, rinunciando al 40% del credito vantato di diritto: la Banca Etruria. Resta la quarta e ultima banca, che già nel dicembre scorso aveva fatto capire di essere prossima a risolvere la questione, ma che a maggio ancora non ha sciolto le riserve: la Cassa di Risparmio di Carrara. «Ho parlato con il direttore la scorsa settimana - dice il sindaco Franco Mungai - e mi ha detto che entro una decina di giorni tutto sarà risolto. Spero risolto in modo positivo. Sapevo che avevano riavviato tutti i conteggi, chiesto nuove consulenze. Spero tutto non si blocchi a causa di questo istituto di credito». La trance che riguarda la banca di Carrara, tra l'altro, è quella meno onerosa tra quella da spartire tra gli altri istituti di credito coinvolti: 800 mila euro. Per ora alla cinquantina di famiglie coinvolte non resta che sperare che tutto si risolva per il meglio, e che possano ripagarsi le loro case perdendo solo in parte i soldi già versati. Perché l'operazione possa andare avanti però è fondamentale ci sia anche l'ok della Cr di Carrara: secondo quanto stabilito dal giudice doveva esserci perfetta intesa tra le parti, le banche, il consorzio e gli enti locali che fanno da garanti. Da mesi 100 persone sono appesa ad un filo.

Marco Pomella

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