Sicurezza
Vigili di notte solo con accordo sindacale
I sindacati vincono il ricorso davanti al giudice del lavoro che condanna il Comune e lo obbliga a pagare le spese legali
VIAREGGIO. Tre donne per “stendere” in Tribunale i roboanti progetti dell’assessore alla polizia municipale, Athos Pastechi, determinato ad avere il turno H24 per i vigili viareggini. Gli avvocati Maria Beatrice Pieraccini e Laura Servetti sono comparse davanti al giudice del lavoro Anna Martelli rappresentando i sindacati Cgil, Cisl e Fadel. Impugnando la delibera con la quale il turno sull’arco delle 24 ore era stato introdotto ed ottenendo ragione. Con tanto di condanna per l’Ente pubblico al pagamento delle spese, liquidate in 3.200 euro più Iva, cap e spese generali.
Il Contratto nazionale di lavoro Regioni/Enti locali - scrive il giudice del lavoro del Tribunale di Lucca - «è chiaro nel prevedere la necessità di attivare una preventiva procedura di concertazione con le organizzazioni sindacali per quanto riguarda l’articolazione dell’orario di servizio». Nel caso delle scelte sostenute dall’amministrazione Lunardini - si legge ancora nella sentenza - «è evidente la violazione di tale obbligo da parte dell’amministrazione che ha provveduto alla ridefinizione del contenuto normativo dell’articolo 51, comma 2 del Regolamento (in difformità rispetto alla precedente versione condivisa, a seguito di concertazione con le organizzazione sindacali) senza avviare nuovamente la procedura di concertazione».
Il ricorso deve essere accolto - così il provvedimento del giudice del lavoro - «e deve dichiararsi l’antisindacalità della condotta tenuta da Comune di Viareggio». Il giudice, inoltre, «ordina all’amministrazione» per effetto della sentenza «l’avvio di necessari incontri con le organizzazioni sindacali per la trattazione in ordine della definizione dei contenuti di tale norma regolamentare».
La decisione del giudice Martelli è stata motivata anche dalla documentazione esaminata. In particolare - si legge - «risulta documentalmente provato (relazione del dirigente del Comando della polizia municipale) che nella riunione intercorsa il 18 aprile 2011 tra il dirigente del Corpo di polizia municipale e le organizzazione sindacali veniva condiviso, quanto alle necessaria estensione dell’orario di servizio, che la stessa avrebbe riguardato solo un determinato periodo dell’anno (primo giungo-30 settembre) e avrebbero potutto coprire solo una parte dell’orario notturno, ovvero esclusivamente fino alle 4,30. Prevedendo in aggiunta l’eventuale facoltà in capo al dirigente della polizia municipale di estendere ulteriormente l’orario di alcuni servizi, fatto salvo un successivo necessario accordo in tal senso e facendo ovviamente salva, altresì, la necessaria copertura finanziaria».
Cosa accade, però. quando si arriva al consiglio comunale chiamato ad approvare il nuovo Regolamento della polizia municipale (nuovo orario compreso) è cosa nota: il consigliere Celestino Casula dà bella prova di sé accettando di presentare l’emendamento richiesto dall’amministrazione in base al quale “secondo le esigenze operative l’orario di servizio è esteso con deliberazione della Giunta comunale a 24 ore”. Un blitz che all’amministrazione oggi va a costare oltre 3mila euro.
Come è andata da quel consiglio del 2011 ad oggi lo racconta la relazione del comandante della polizia municipale, Vincenzo Strippoli, che gli avvocati dei sindacati hanno prodotto in giudizio: «Il metodo con il quale è stato introdotto il turno H24 - scrive Strippoli - h suscitato tensioni interne e con la parte sindacale. Fermo restando che tale articolazione oraria è in alcuni periodi dell’anno necessaria per venire incontro alle esigenze del territorio, auspico ed offro utta la mia disponibilità perché la sua attivazione non pregiudichi le legittime aspettative dei dipendenti, e chiedo che l’amministrazione comunale attivi un tavolo di confronto per fornire le garanzie utili al raffreddamento dei rapporti sindacali, non ultima una riformulazione in consiglio comunale dell’ “emendamento Casula” che è stato concausa dell’attuale stato di agitazione del personale».
Insomma, un “pasticciaccio” brutto che richiede la risoluzione del contendere ed il ripristino delle normali relazioni sindacali tra il Comune (direttore generale Edoardo Rivola) ed i rappresentanti degli agenti. Ora c’è una sentenza del Tribunale che lo richiede e non può essere disattesa, ancor più alle porte della bella stagione.
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