Gioco
Una lettera aperta inviata a Napolitano: salviamo la Cappella
Il presidente della Pubblica Assistenza di Azzano ha scritto a autorità locali e nazionali e ad importanti imprenditori
SERAVEZZA. Una lettera aperta che deve arrivare fino al presidente della Repubblica per alvare la Capppella e l’Occhio di Michelangelo. L’ha firmata Pietro Tonacci a nome della Pubblica Assistenza di Aazzano.
«In seguito alla chiusura della Pieve di S. Martino per inagibilità da parte della curia arcivescovile di Pisa, la nostra associazione esprime preoccupazione, dispiacere, costernazione, sdegno.
«L’avviso affisso al portone della chiesa – scrive Tonacci – recita: “La Pieve della Cappella è chiusa perché ritenuta inagibile a causa di un dissesto geologico che ne ha compromesso la stabilità ed ha aumentato l’ampiezza delle fessure già presenti sulla costruzione. Si può presumere che la volta sia prossima al suo stato ultimo di rottura, fragile per tensioni di compressione.
«Ciò significa che potrebbe crollare improvvisamente senza segni premonitori anche senza il collasso delle catene. La rottura di una seconda catena potrebbe innescare un meccanismo di rottura a cascata con un presumibile crollo della navata centrale.
”«La notizia ha suscitato interesse da parte dei media locali e nazionali.Per noi abitanti della montagna questa chiesa è un punto di riferimento e tutta la nostra storia è passata da lì: matrimoni, nascite, feste, lutti, senza contare, aldilà delle credenze religiose, il valore artistico che racchiude (basta citare il rosone attribuito a Michelangelo), l’ambiente naturalistico e il contesto archeo-minerario in cui è inserita.
Tonacci cita poi il bell’articolo scritto da un nostro collega “….un bene straordinario che non è affatto un monumento morto del passato. Alla Pieve della Cappella si sono sposati e si sposano decine di versiliesi….., in questo luogo magico, inoltre, si danno appuntamento ogni estate numerose scolaresche, molte delle quali provenienti dalla Germania…, all’estero le pievi romaniche toscane sono considerate un luogo unico e attirano tantissimi visitatori…Quel rosone che rischia di diventare un epitaffio, simile alle scritte che campeggiano nel cimitero storico che si trova dall’altra parte della strada. Qui ci sono il monumento dell’architetto Mario Botta e il Giobbe scolpito da Giuliano Vangi: testimonianze moderne a pochi metri da una testimonianza millenaria, che rendono la minuscola frazione della Cappella una nicchia ricchissima di cultura...” (Matteo Tuccini, giornale “Il Tirreno” di martedì 1 Maggio 2012 pag. 18).
«Non desideriamo addentrarci nei meandri delle cause, delle scelte operate, delle progettazioni effettuate, delle pratiche, dei contributi; prendiamo solo atto che il fatto è grave, gravissimo per i nostri paesi, per la comunità tutta, per la Versilia e oltre.
«Siamo da poco reduci da un’altra “chiusura” sul territorio, quella dell’unica scuola primaria della montagna e assistiamo ad un analogo caso eclatante: l’edificio dell’ex asilo P. Cidonio, costruito nel 1959 dalla società Henraux per le famiglie dei cavatori, presenta incertezze sulla proprietà, la destinazione, le gestione e temiamo la depauperazione graduale del territorio.
«Noi lavoriamo affinché i nostri paesi continuino ad essere vivi, a mantenere le loro peculiarità , le loro tradizioni, la loro cultura e le loro vocazioni. La nostra associazione, già in passato promotrice di azioni rivolte a sensibilizzare il risanamento della Pieve (mai andate a buon fine), si rivolge ai nostri paesi, alle associazioni del territorio, alle istituzioni religiose e laiche locali, nazionali e internazionali, a tutti coloro che amano “La Cappella”, affinché tutti insieme e in tempi brevi si possa procedere a far risorgere questo bene prezioso e unico, patrimonio umano, cristiano, artistico e paesaggistico»La lettera si conclude con la firma di Pietro Tonacci.Una lettera importante. La pieve della Cappella deve essere restaurata. Si Facebook è già nato un dibattito su come
raccogliere fondi. Ma le istituzioni al momento sono sordi o perlomeno disattenti sul problema.
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