Il Tirreno

Versilia

Regolamento urbanistico: le osservazioni sono 700

di Donatella Francesconi
Regolamento urbanistico: le osservazioni sono 700

Tra queste anche quelle di due consiglieri del Pdl ed uno dell’Udc Ma i tempi dell’amministrazione comunale sembrano sempre più lunghi

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VIAREGGIO. Settecento osservazioni al Regolamento urbanistico adottato, ma non approvato, dall’amministrazione Lunardini. Tra queste ci sono anche quelle dei consiglieri comunali del Pdl, Alessandro Bolognesi e Bruno Puccinelli, che le firmano insieme a Paolo Spadaccini, ieri presidente del consiglio comunale, oggi esponente dell’Udc, all’opposizione della zoppicante maggioranza di centrodestra. Gli uffici del settore urbanistica (dirigente Riccardo Raffaelli), per quello che è dato sapere, hanno raggruppato le osservazioni ammesse per coerenze di argomento, con un lavoro di smistamento che dovrà approdare - una volta confezionato - sul tavolo della commissione “ambiente e territorio” ad oggi presieduta dallo stesso Alessandro Bolognesi. Il quale da consigliere “ribelle” per tre lunghi anni si è conquistato, grazie alla fedeltà mostrata nella crisi di maggioranza, la nomination per la presidenza del consiglio. Nomination che non tutti, però, in casa Pdl condividono.

Insomma, il “giro” di poltrone paralizza anche il Regolamento urbanistico che i professionisti del settore, in città, attendono ormai da una decina d’anni.

Tra i punti chiave delle osservazioni presentate dai tre consiglieri comunali (hanno presentato propri lavori anche l’assessore Antonio Tedeschi ed il segretario del Pd di Viareggio, Glauco Dal Pino) quelle relative alle aree agricole. Dove gli interventi devono essere volti a favorire anche «attività a sostegno delle famiglie residenti in funzione della presenza umana a presidio dell’ambiente». Non c’è campo senza uomo, sembrano pensare Bolognesi, Puccinelli e Spadaccini. Nelle stesse aree agricole le destinazioni ammesse per quelle definite E1 (di controllo dei caratteri del paesaggio), E2 (di interesse primario), E3 (attività non agricole da recuperare) - chiedono i tre consiglieri - devono essere: attività agricola e residenza agricola (così l’aggiunta); attività agrituristica di supporto (come nel Regolamento); residenza (aggiunta); settori produttivi e commerciali minori, compatibili con la tutela (aggiunta).

La costruzione di edifici rurali ad uso abitativo - proseguono le osservazioni presentate da Bolognesi, Puccinelli e Spadaccini - «è ammessa anche nella zona E1, area agricola di controllo dei caratteri del paesaggio». Il Regolamento adottato dal consiglio comunale non lo prevede.

Tra le osservazioni in questione, anche quella relativa all’ampliamento di quanto insiste sulle aree agricole: «Per tutti gli edifici ad uso abitativo - si legge nel testo presentato - è ammesso l’ampliamento della superficie esistente fino al raggiungimento di metri quadri 110 di superficie utile per ciascuna unità immobiliare esistente alla data di adozione del presente Regolamento». I tre consiglieri cancellano il limite che il testo adottato pone: ampliamento ammesso ma al massimo del 30% della superficie utile esistente.

E se il Regolamento messo a punto dagli uffici comunali prevede che «nelle aree agricole con attività produttive sono ammessi interventi di ristrutturazione urbanistica mediante l’approvazione di specifico piano di recupero esteso all’intera area individuata dal Regolamento con il mantenimento dell’attività industriale-artigianale», le osservazioni dei tre consiglieri prevedono che tale vincolo scompaia.

Tra i punti più scottanti del confronto sul Regolamento c’è sicuramente la trasformazione del territorio in funzione del commercio. Bolognesi, Puccinelli e Spadaccini chiedono che sulle aree consolidate a prevalente destinazione artigianale ed industriale sia ammessa la destinazione d’uso “commerciale” purché sia verificata la disponibilità di parcheggi.

Stop anche all’ipotesi di avere edifici con meno di 65 metri quadri di superficie utile: un cavallo di battaglia dell’assessore Bucciarelli che, però, nel testo adottato ha trovato solo parziale soddisfazione.

Via libera, infine - questa la richiesta - alla «modifica dell’ultimo solaio sottotetto per creazione di vani sottotetto che non possono costituire unità immobiliari autonome, senza la modifica della quota d’imposta e della sagoma del tetto, tranne che per l’eventuale inserimento del cordolo di coronamento con funzioni anti sismiche».

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