Il Tirreno

Versilia

I Comitati: recuperare le tariffe indebite

L’accusa per il Cav è di essersi fatto dettare la tabella di marcia dell’emergenza dal gestore degli impianti

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VIAREGGIO. Rifiuti in Versilia, i Comitati ambientalisti riuniti (Coasver) hanno le idee chiare e mettono nero su bianco «le cose da fare, che in verità non sono poi molte. A nostro avviso - si legge nel comunicato - è solo una questione di consapevolezza di diritti lesi e di buona volontà nel pretendere di affermare un ruolo efficace di amministratori. Quello che suggeriamo è riassumibile in soli quattro punti: accertamento tecnico preventivo sullo stato dell'impianto di Falascaia e le cause che ne hanno determinato la chiusura; sequestro cautelativo dei crediti vantati dal gestore nei confronti dei Comuni a copertura dei danni che verranno accertati; avvio di procedimento di infrazione nei confronti del gestore previsto dal contratto Daviddi; determinazione e recupero delle cifre indebitamete pretese dal gestore attraverso la tariffa». Sono azioni - scrive il coordinamento dei Comitati - «come si vede di una ovvietà e semplicità sorprendenti».

Va ricordato - ed il Coordinamento lo sottolinea - che «dal1 febbraio 2012 ad oggi sono passati più di tre mesi senza che alcuna efficace azione in difesa degli interessi dei cittadini e di rivalsa nei confronti del gestore sia stata intrapresa. Gestore che invece, predisposta una task force all'altezza della situazione, è stato capace ancora una volta di dettare i tempi dell'emergenza e, anticipando come al solito un balbettante Cav, ha richiesto danni enormi a tutti i soggetti coinvolti. Esso ha inoltre e da ultimo cambiato compagine societaria creando una società in nome collettivo, che dovrebbe gestire secondo piani stabiliti chi sa dove, l'impianto superstite di Pioppogatto traghettandolo fino al passaggio all'Ato». Infilando Cav, Comuni, Provincia e Ato in una trattativa dettata dalle regole del concordato preventivo che Veolia ha deciso al momento di “sfilarsi” dall’Italia. Se si pensa che non più tardi del dicembre scorso il Comune di Massarosa, di cui è sindaco il presidente del Cav, ha approvato l’accordo con Veolia che è stato spazzato via dalla rapida marcia indietro degli altri sindaci e dalla “rivelazione” che Veolia se ne andava, davvero tante sono le perplessità, sottolinea il Coordinamento.

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