Il Tirreno

Versilia

Dalla Multisala al nuovo stadio C’è bisogno di grandi investimenti

VIAREGGIO. Sono spuntati in questi giorni due progetti importanti per Viareggio. Uno riguarda una multisala da costruire in zona Cittadella e l’altra la decisione di spostare il progetto del nuovo...

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VIAREGGIO. Sono spuntati in questi giorni due progetti importanti per Viareggio.

Uno riguarda una multisala da costruire in zona Cittadella e l’altra la decisione di spostare il progetto del nuovo stadio dalla Pineta di Levante alla zona dei Comparini.

Due progetti pensati da privati è che da privati dovrebbero essere finanziati. E già questo è un bene.

Due progetti che qualcuno ha già bocciato, a destra come a sinistra, ma che invece meriterebbero ben altra discussione.

La città ha bisogno di progeti, di investimenti, di lavoro prima che tutto finisca. Prima che salti, usiamo parole del ministro Passera, la «coesione sociale».

Il Comune non ha soldi, tocca ai privati. Nei progetti della multisala di Fabrizio Larini e nello stadio di Stefano Dinelli non troviamo niente di scandaloso, almeno da una lettura superficiale.

La multisala va in una zona di scarso pregio ambientale ( e la storia del parco del Carnevale ha francamente stufato: la Cittadella non tira turisti, sarà il caso di capirlo e non investirci più?).

Semmai il multiplex rischia di rendere la Passeggiata un definitivo mortorio. E allora immaginiamo che i teatri rimasti (sono ben due) si aprano ad una programmazione invernale lunga e continua con musica ed altro. Oppure che i cinema rimasti ripartano forte con una programmazione di qualità. Insomma immaginiamo

una vera stagione culturale d’inverno.

Buoni argomenti può valere anche i Comparini. La zona è degradata, uno stadio firmato Zavarella potrebbe migliorarla. E soprattutto si eviterebbe scempi, quelli veri, nel vecchio e glorioso stadio dei Pini.

La città, anzi, la Versilia, hanno bisogno di investimenti. Che latitano. Il golf da 18 buche a Massarosa è fermo per mancanza di capitali. Il Palaeventi fra Forte e Pietrasanta è di là da venire. Il nuovo porto al Triangolino fino a che Lunardini (e Volpe) non vanno a casa, manco vedrà in azione una ruspa.

Di questa drammatica situazione, dello stasi dell’edilizia e della nautica nessuno parla. Non esiste cemento buono o cemento cattivo (il più grande scempio di territorio negli ultimi decenni è stato l’ospedale Versilia, ed è un intervento pubblico).

Esiste la necessità di investire senza sprecare ulteriore territorio, ma parliamo di quello pregiato, non di quello ormai compromesso.

Esiste la necessità di capire cosa fare della città, è vero. Ma immaginando ancora Viareggio come città turistica, multisala, nuovo stadio e porto al Triangolino sembrano andare in quella direzione. (c.b.)

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