Palio, la maledizione della pioggia «Rinvio? Un guaio»
Le previsioni meteo per domenica non sono buone, ma rimandarlo di nuovo potrebbe significare cancellarlo
QUERCETA. Maggio sembra proprio voler giocare un ulteriore brutto scherzo alla 57esima edizione del Palio dei Micci.
L’evento, già rimandato a domenica 13, rischia di essere di nuovo posticipato: la causa, nemmeno a dirlo, sarebbe ancora il maltempo. Le cose però stavolta si mettono male per gli organizzatori della festa versiliese: nel caso in cui il Palio dovesse essere ancora rimandato, a quando slitterebbe l'attesa data? «Ora come ora rispondere è impossibile- ammette il presidente della commissione Palio Gianluca Ceragioli- la data sarebbe da destinarsi, ma certo preferiremmo evitare tutte queste complicazioni». Domenica 20 a Querceta sono già in programma le gare degli sbandieratori e il week-end successivo (domenica 27 maggio) risulta essere un problema perché in concomitanza con la celebrazione delle comunioni: alcune contrade risulterebbero "penalizzate" nella loro sfilata storica o nella realizzazione della scena per la perdita di alcuni giovani figuranti.
«Martedì- continua Ceragioli- la Pro Loco ha istituito una commissione in cui abbiamo parlato della cosa: o, in accordo con tutti i presidenti delle contrade, si terrà per buona la data del 27 maggio, oppure dovremmo spostare il Palio a Giugno, anche se allora sorgerebbero nuovi problemi per quelle persone che in quel mese iniziano la stagione lavorativa. Potremmo decidere pure di rimandarlo a settembre, chi lo sa. La situazione è incredibilmente spinosa, c'è da sperare che le previsioni si sbaglino e che domenica si possa festeggiare il nostro Palio in tutta tranquillità. Anche per il pubblico- conclude- questo iniziale rinvio non sembra aver creato una sensibile flessione: non possiamo però prevedere quanti avranno voglia di tornare se decidiamo di rimandarlo tra un mese».
Precedenti di un Palio oltre il mese di maggio non ce ne sono; c’è invece il rischio che, a seguito di troppi annullamenti, il Palio venga "scovato" come nel lontano 1961, quando un improvviso temporale durante la gara costrinse la Pro Loco a decidere per la cancellazione dell’edizione di quell’anno. Proprio per evitare complicazioni i presidenti delle otto fazioni sembrano ben disposti a passar sopra il problema delle comunioni. «Comporterebbe danni ingenti anche a noi posticiparlo al mese prossimo, sia per il pagamento dei fantini che per l'organizzazione» conviene Antonio Viti de "La Quercia", subito seguito da Riccardo Giannelli de "Il Ponte": «Non ha senso far saltare il Palio per le comunioni: chi sarà penalizzato farà senza alcuni figuranti, ma rimandarlo per questo mi sembra poco saggio». Intanto tutto prosegue pensando che sarà una bella giornata di sole: già fra i contradaioli si stanno organizzando le nuove “veglie al miccio” di sabato.
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