Il Tirreno

Versilia

I balneari vogliono bloccare il Giro

di Matteo Tuccini

Annunciata protesta clamorosa per il passaggio della corsa in Versilia: «Esasperati dal muro di silenzio dei politici»

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VIAREGGIO. «Bloccheremo il Giro d’Italia». I balneari, stanchi dei tentennamenti di governo e politica in generale, alzano la posta. Loro sono pronti a tutto, pur di attirare l’attenzione su di sé e salvare le loro piccole imprese dalle aste pubbliche. E una protesta alla corsa rosa richiamerebbe davvero l’attenzione dell’opinione pubblica.

Il Giro arriverà in Versilia tra una settimana esatta: giovedì mattina la partenza dei corridori da Palazzo Mediceo a Seravezza. Ed è proprio qui che i balneari potrebbero inscenare la loro protesta clamorosa. Di cui nei prossimi giorni si potrebbe sapere qualcosa in più.

«Situazione intollerabile». È il Comitato di Emiliano Favilla e Fabrizio Maggiorelli a... minacciare lo stop al Giro.

«Come rappresentanti del Comitato Salvataggio Imprese e Turismo - scrivono - riceviamo molte sollecitazioni dai colleghi balneari, esasperati dal “muro del silenzio” del Governo sulle sorti delle loro imprese e di quelle dell'indotto, recando così un grave danno a tutto il comparto del turismo balneare e dell’intera economia. La situazione è sempre più intollerabile e la rabbia aumenta. Nei prossimi giorni, rispetto alle richieste di molti balneari, valuteremo se e come effettuare la protesta della categoria durante le varie tappe del Giro d’Italia. Tra le date possibili anche quella di giovedì 17 maggio durante la gara che si svolgerà nel comune versiliese di Seravezza. Verificheremo anche il possibile coinvolgimento di altre categorie investite dallo stesso “male” della Bolkestein, come gli ambulanti».

Il decreto ignoto. Perché i bagni sono così arrabbiati? Semplice: si sentono presi in giro. Basta prendere, ad esempio, il convegno tenutosi pochi giorni fa all’Una hotel a Lido. Salvo pochi casi qualificati, la maggioranza degli interventi sulla messa a gara delle concessioni demaniali - prevista dalla direttiva Servizi - ha rivelato in pochi minuti l’assoluta ignoranza sul tema. Con promesse generiche e senza reale costrutto. E poi è mancato il grande interlocutore, il presidente della Regione Enrico Rossi. Che non si è fatto vedere, nonostante fosse stata annunciata la sua presenza.

C’è poi la questione del famoso decreto legislativo che il governo Monti sta mettendo a punto, anzi pare abbia già scritto. Questa bozza, che - assicurano i ministri Piero Gnudi ed Enzo Moavero Milanesi - sarà oggetto di confronto con i balneari, che fine ha fatto? E che cosa contiene? Per ora anche i parlamentari tacciono. Il sospetto - chiamiamolo così - è che ci sia già scritto il destino dei bagni: concessioni messe all’asta, indennizzo per gli investimenti effettuati in caso di perdita della licenza e riconoscimento del valore d’impresa. Dopodiché, tanti saluti al balneare.

«Non ci fermeremo». Ecco perché diventa sempre più caldo il clima nella categoria. Con una stagione che è già partita (male) e che si annuncia difficile per via della crisi, gli oltranzisti della protesta balneare stanno mettendo a punto la battaglia più feroce. Quella che, secondo loro, dovrà salvarli dalla tagliola Bolkestein.

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