Finanza
Ecco la barca-robot che protegge l’ambiente
Presentata a Massarosa la Pi-Ship: somiglia a un drone da guerra ma in realtà serve a monitorare la qualità delle acque del lago
MASSAROSA. Somiglia aun drone utilizzato in guerra, ma serve ad aiutare l’ambiente. È lunga circa un metro, assomiglia ad un rimorchiatore di un tempo, ma in miniatura.
Ma è capace di muoversi da sola per laghi o fiumi e recuperare dati sull'acqua e sui fondali.
È la Pi-Ship, barca-robot realizzata da una delle aziende del polo tecnologico di Navacchio, la Pitom, sperimentata ed inaugurata nel laghetto artificiale delle ex cave del Brentino a Massarosa.
La barchetta-robot prende spunto dalla tecnologia americana e israeliana in campo militare e bellico, ma applica lo stesso concetto - quello di perfetta automazione - su uno strumento in grado di dare una mano nella salvaguardia dell'ambiente.
La barca-drone infatti - del peso di 15 chili circa - può caricare su di sé altri 15 chili di strumentazioni, sia per monitorare le acque che per raccogliere campioni dai fondali.
Si tratta di un prototipo: la barca potrebbe essere riprodotta anche in dimensioni più grandi, se necessario. Ma le dimensioni pensate potrebbero far comodo per analizzare le acque di laghi e fiumi, ad esempio da parte di enti o istituzioni preposte alla tutela ambientale, come l'Arpat che non a caso ieri per la messa in acqua della Pi-Ship aveva mandato un proprio funzionario. Il mini-robot acquatico si muove da sé.
È capace, grazie a dei sensori, di captare ed evitare le rive e gli ostacoli. Ma può essere anche manovrata manualmente. Oppure le si posso impostare coordinate ben precise da seguire.
Oltre agli strumenti accessori che possono essere installati sulla Pi-Ship, la barca è dotata anche di una piccola telecamera. «Garantisce un sistema di streaming video - spiega uno degli ingegneri che ha realizzato il prototipo della Pitom, Roberto Mati - a disposizione dell'operatore umano che segue, da terra, le operazioni. La telecamera può seguire la navigazione, ma anche essere puntata su un punto fisso da monitorare, indipendentemente dalla direzione che prende la barca».
Grazie ad un modulo interno inoltre è adatta non solo alle calme acque di un lago, ma anche a quelle dei fiumi: bilancia navigazioni e riprese in base a vento e onde.
«Si tratta di un progetto molto costoso - dice Mati - che ha richiesto una progettazione di un anno e mezzo».
La speranza della società pisana ora è che qualche ente si faccia avanti, per poter acquistare il nuovo mezzo della Pitom, azienda specializzata anche in droni terrestri e marini.
Marco Pomella
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