Sicurezza
«Se vince il Pdl, lascio il seggio»
Bertola: resto in consiglio solo c’è da combattere contro Del Dotto
CAMAIORE. Si dice soddisfatto delle 186 preferenze ottenute, che lo porteranno quasi sicuramente in consiglio comunale.
Un posto, però, che probabilmente intende ricoprire solo se dovrà fare opposizione, e che lascerà nel caso in cui vinca il candidato del centrodestra Alberto Matteucci. Il motivo? Se la coalizione terrà il Comune, lui considererà conclusa la sua missione. Viceversa, non intenderà fare sconti a un eventuale sindaco Alessandro Del Dotto.
Giampaolo Bertola, sindaco uscente e candidato capolista di lusso dell’Udc, il giorno dopo ha ancora voglia di parlare. «Ho lavorato per l'Udc e per Matteucci, non per le mie preferenze». Bertola si ritiene soddisfatto delle 186 preferenze che lo vedono spuntarla per un solo voto sul compagno di partito Riccardo Bonuccelli, fermo a 185 e per questo, forse, fuori dal consiglio comunale.
Molto dipenderà dall'esito del ballottaggio, tra due domeniche. «Ho lavorato per l'Udc e sono soddisfatto che il partito si sia assestato appena sotto il 10%, è una compagine politica nella quale mi sento perfettamente a mio agio. E ho lavorato per il candidato Matteucci. Per le mie preferenze ho fatto campagna elettorale solo gli ultimi 2-3 giorni, e non potevo sperare di meglio».
Sarà, ma in genere un sindaco uscente che con 22 mila votanti raccoglie solo 186 preferenze (meglio di lui hanno fatto PierFrancesco Pardini dell’Udc, ma anche tanti altri diversi esponenti delle altre liste in corsa) è considerato un mezzo fiasco.
«Non è così - dice Bertola - perché in molti non sapevano neanche mi fossi ricandidato». Bertola continua a togliersi qualche sassolino dalle scarpe (tanto che ci viene il dubbio: ma quante pietruzze avrà ancora tre piedi e suole?). «Qualcuno ha fatto illazioni sul presunto voto disgiunto proposto da me. Dati alla mano è chiaro che i voti dell’Udc sono andati per la stragrande maggioranza a Matteucci, tranne qualche caso di preferenza disgiunta o per Del Dotto o per Pezzini. Una cosa più che normale con oltre 350 candidati al consiglio. La verità è che in molti hanno gridato “al lupo al lupo” quando dal Pdl ho deciso di passare all'Udc».
Bertola, su Facebook, ha trovato diversi messaggi di esponenti del Pdl che se la prendono proprio con lui, direttamente e con termini forti.
«Continuano gli strali velenosi, le ingiurie e le minacce. Il Pdl guardasse tra i propri voti: scoprirà che lì c'è stato un 30% di voto disgiunto. In questo caso le colpe sono del candidato, è lui che catalizza su di sé il bene e il male della campagna elettorale, assieme agli strateghi di cui è circondato. Qualcuno mi accusa di aver preso senza aver dato. È l’esatto contrario: ho sempre dato senza aver mai chiesto o preso nulla. Per fare il sindaco ho preso un'aspettativa dal lavoro in banca: ci ho rimesso come stipendio, e come pensione. È vero che un sindaco senza forti alleati dietro non può fare nulla. Ma è anche vero che è il sottoscritto che in questi anni ci ha messo la faccia, si è beccato anche denunce e accuse pesanti, pur di portare a termine quel che aveva promesso». (m.p.)
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