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Sanzione per Palestini: a decidere sarà Firenze

Sanzione per Palestini: a decidere sarà Firenze

VIAREGGIO. Non c’è pace in casa del Partito democratico. La Commissione nazionale di garanzia, riunita lunedì, ha decretato che a prendere provvedimenti nei confronti di Andrea Palestini, presidente...

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VIAREGGIO. Non c’è pace in casa del Partito democratico. La Commissione nazionale di garanzia, riunita lunedì, ha decretato che a prendere provvedimenti nei confronti di Andrea Palestini, presidente del consiglio provinciale consigliere comunale a Viareggio, debba essere la commissione di garanzia regionale.

La storia comincia dal ricorso presentato da Paola Gifuni, prima dei non eletti: quando Palestini viene designato alla carica di presidente del consiglio provinciale, Gifuni si oppone al mantenimento del doppio incarico. A norma di Statuto del Pd nel quale si prevede che “gli iscritti al Pd non possono ricoprire contemporaneamente incarichi elettivi od esecutivi in istituzioni diverse tra loro, salvo eventuali deroghe..»,

Dopo mesi di tira e molla, è la commissione nazionale di garanzia a stabilire che Palestini non ha la deroga prevista e dunque deve scegliere quale incarico lasciare. Trenta giorni di tempo, poi in caso di non scelta scattano sanzioni che vanno dal richiamo scritto, comminato dalla commissione di garanzia territorialmente competente, alla la rimozione della responsabilità nelle organizzazioni di partito, cui provvede l’organismo esecutivo territorialmente competente, sentito il parere della relativa commissione di garanzia, fino alla sospensione dal partito per un periodo da un mese a due anni, comminata dalla commissione di garanzia territorialmente competente o alla cancellazione dall’albo degli elettori e dall’anagrafe degli iscritti.

Quello che è interessante è che la commissione di garanzia nazionale ha deciso di “saltare” il livello della commissione lucchese rinviando la decisione su quale sanzione applicare direttamente alla commissione regionale. Una scelta arrivata - si legge nel provvedimento - «preso atto che la commissione di garanzia di Lucca ha eccepito la propria incompetenza in merito, in quanto trattasi di questione di livello provinciale, il cui territorio è diviso tra il coordinamento di Lucca e quello della Versilia».

La “patata” bollente ora passa a Firenze. Che non potrà non fare i conti con un dato tutto toscano: sono sei ad oggi i casi di esponenti del Partito democratico che ricoprono doppi incarichi. Due di loro, Marco Remaschi e Ardelio Pellegrinotti, entrambi consiglieri regionali, sono stati già chiamati a rispondere della mancata scelta tra l’incarico a Firenze e quello nei Comuni di provenienza.

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