Sicurezza
Rifiuti da 200 euro alla tonnellata
Così i nuovi conti di Veolia per la gestione dell’impianto di Pioppogatto. Una proposta insostenibile per la Versilia
VIAREGGIO. Duecento euro a tonnellata di rifiuti trattati: conti alla mano sono queste le condizioni economiche poste da Veolia per la gestione di Pioppogatto. La cifra prospettata è di 1 milione e 300mila euro al mese più Iva. Insostenibile, se questi sono i conti, dai Comuni della Versilia. Che potrebbero decidere di gestire in proprio l’impianto. Di questo ed altro si è discusso ieri sera nella riunione della Direzione territoriale del Partito democratico.
Le cifre indicate da Veolia - e questo è uno dei problemi sul tavolo del confronto - sono state calcolate sulle attuali 6.500 tonnellate. L’obiettivo dei Comuni della Versilia, riuniti nel Comitato ambiente presieduto dal sindaco di Massarosa, Franco Mungai, è di poter trattare a Pioppogatto le 1230-130mila tonnellate di rifiuti per il quale l’impianto è stato costruito. Con l’aiuto dell’Autorità di ambito, ma anche attirando - questa l’ipotesi - «altri Comuni ai quali possa stare ben conferire i propri rifiuti con parametri economici convenienti».
Trattare i rifiuti per fare cosa è la seconda questione all’attenzione della discussione che si è aperta. Il Comitato ambiente Versilia si è affidato a Enzo Favoino, agronomo, docente della Scuola agraria di Monza, per riprogettare la gestione del ciclo dei rifiuti. Un ciclo che non abbia come punto finale l’inceneritore. Perché ciò accada Pioppogatto - questo si ipotizza - va attrezzato opportunamente anche dal punto dei macchinari e della tecnologia. Così da produrre ulteriore materiale da recuperare nel circuito dei materiali differenziati, invece che combustibile per inceneritore. Materiali che, così si ripete da tempo, potrebbero interessare aziende limitrofe che si occupano di smaltimento rifiuti.
Se c’è una certezza, però, è che è necessario scegliere in fetta: il 30 ottobre scade l’ultima proroga per lo smaltimento dei rifiuti in discarica e non c’è mano che in Versilia possa alzarsi per un parere favorevole a qualsiasi ipotesi di incenerimento sul territorio, ma tantomeno altrove. L’obiettivo - spiega la politica locale - «è quello di andare nella direzione di non produrre più scarto secco dai rifiuti che venga poi bruciato». Una scelta che fa onore alla Versilia che guarda alla tutela ambientale. Ma che si intreccia, inevitabilmente, con le azioni che - in materia di rifiuti - dovrà indicare il Piano interprovinciale dei rifiuti, sostanzialmente pronto ma non ancora approvato. Piano all’interno del quale una “fetta” importante delle scelte fondamentali spetta a Livorno che entro giungo dovrà decidere se costruire la terza linea dell’inceneritore o, invece, se non sia meglio costruire un nuovo impianto da 35mila tonnellate.
In questo caso, i tempi non saranno certo brevi: si ipotizza che per l’entrata in funzione si debba attendere il 2020. Quando l’obiettivo “rifiuti zero” dovrebbe essere raggiunto anche nella “pasticciona” Italia.
Nell’attesa delle decisioni che spettano ai Comuni della Versilia, non può non colpire la cifra proposta da Veolia per la gestione di Pioppogatto: un conto che stride nettamente con la politica di riduzione della tariffa di smaltimento, che viene poi sostenuta da quanto i cittadini pagano per Tia e Tarsu.
Difficile, se queste sono le condizioni, che i sindaci possano parlare di non aumento della Tia (Lunardini per Viareggio) e della Tarsu (Lombardi per Pietrasanta».
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