Sicurezza
Buratti assicura «La nuova giunta? Largo ai giovani»
Il sindaco: «Per fare la squadra guardo anche all’esterno» E sulle tasse: «Bisogna fare i conti, e spiegarli alla gente»
FORTE. Chi lo conosce bene dice che questa campagna elettorale, da lui stesso definita con gli occhi lucidi «vergognosa», lo ha provato molto. Tanti gli attacchi personali, non ultimo quello alla mamma. E Umberto Buratti, nel day after della vittoria, sembra aver risentito fisicamente dello stress. «È solo un mal di pancia causato da qualche virus - assicura - nulla di grave. Sono tranquillo e carico». E la riprova è una nuova stoccata: «Nella scheda elettorale eravamo gli ultimi, chissà perché. Ma gli ultimi sono stati i primi». Comunque, il lavoro non gli mancherà. C’è da fare la nuova squadra di governo. E c’è il bilancio di previsione, da approvare entro il 30 giugno.
Il rischio stangate. Buratti, infatti, dovrà confrontarsi con le proprie promesse elettorali. La prima delle quali è di non mettere le mani in tasca in maniera pesante ai fortemarmini.
Mica facile. I suoi avversari, consci di partire da una posizione di svantaggio, avevano negato di voler mettere qualsiasi tassa aggiuntiva, Imu compresa. Buratti, però, mette subito le cose in chiaro: «Non si possono fare promesse del genere. Dobbiamo renderci conto di un aspetto: il governo Monti ci toglie, come Comune turistico, qualcosa come 5 milioni e mezzo. Dice che noi e altri li recupereremo con l’Imu: beh, ho qualche dubbio. Fermo restando che l’impatto dell’imposta sulla casa si vedrà solo a settembre, con la seconda rata (scade il 16 settembre, ndr), qui dobbiamo metterci a fare bene i conti. E bisogna spiegarli alla gente. Faremo incontri coi cittadini, ci confronteremo su ogni aspetto. Ribadisco, comunque, che l’anno scorso non ci siamo indebitati: il nostro bilancio è a posto». Non è solo l’Imu - soprattutto sulle seconde case - a spaventare: il timore è che anche Forte, sull’esempio di Viareggio e Pietrasanta, introduca la tassa di soggiorno.
«Largo ai giovani». Per quanto riguarda la giunta, che per Buratti sarà pronta «entro una decina di giorni», la corsa è aperta. «So che ci sono tante, e legittime, aspirazioni - afferma il primo cittadino di Forte - ed è vero che voglio assessorati più leggeri e consiglieri con responsabilità ampie. Ritengo che con il taglio dei consiglieri e degli assessori il lavoro non mancherà a nessuno: con 4 assessorati, una presidenza del consiglio e le commissioni, ci sarà da fare per tutti».
Buratti, poi, garantisce che i giovani avranno il loro spazio: «Non è detto che un giovane sia pronto: anzi, a volta può essere controproducente. Ma resto convinto che la palla debba passare a loro, facendoli crescere in questi 5 anni per capire cosa faranno da grandi».
Rachele Nardini, Simone Tonini e Alessio Felici, tutti under 40, rientrano tra i papabili. Poi ci sono quelli - già rodati - che hanno fatto il pieno delle preferenze: Michele Molino, candidato al ruolo di vicesindaco, e Emanuele Tommasi. Buratti - che non fa nomi - rivela però di guardare anche altrove: «È giusto dare un’occhiata non solo nel nuovo consiglio comunale - dice - ma anche all’esterno. Penso, ad esempio, a realtà a noi vicine come Villa Bertelli». Che il sindaco vada a pescare lì il nuovo assessore alla cultura? Staremo a vedere. Quel che è certo è che quando si parla di “esterni” il nome più battuto è quello di Francesco Mattugini, che lo è suo malgrado: l’ex presidente del consiglio è rimasto fuori per un voto dai banchi di piazza Dante.
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