Attenzione
«La città vuole una nuova stagione»
Del Dotto esulta per il risultato del primo turno e lancia un messaggio per il secondo round: «Dialogheremo con tutti»
CAMAIORE. L’”outsider” ha atteso i risultati dello scrutinio accanto ai genitori e agli amici. E solo quando il risultato è apparso sicuro è arrivato in via di Mezzo per raccogliere l’applauso dei suoi sostenitori. Alessandro Del Dotto supera il 48% delle preferenze e incassa un successo che lui stesso definisce «sorprendente». E adesso il giovane avvocato che è diventato il “rottamatore” della Versilia (che tra l’altro, avendo 31 anni, è anche il candidato sindaco più giovane di tutta la Toscana) si rimbocca le maniche per cercare di conquistare la poltrona di sindaco.
«La distanza è confortante - commenta circondato dai suoi sostenitori - e il risultato è abbastanza netto. C’è stata una bella risposta da parte della città: ha dimostrato di volere una nuova stagione. I giovani ci hanno dato una mano notevole sul territorio».
Del Dotto guarda ai risultati delle sezioni di Camaiore città, dove ha fatto man bassa di voti. Ma anche a Capezzano e Lido, notoriamente enclave di centrodestra, ha avuto un ottimo exploit.
E proprio sulle due frazioni si è concentrata l’attenzione dell’entourage di Del Dotto per tutto il pomeriggio.
Poi la festa e il pensiero che va agli apparentamenti. «Non abbiamo certo pregiudizi - spiega - e parleremo con tutti». L’ondata dell’antipolitica non sembra aver investito Camaiore, nonostante l’alto livello di astensionismo. «Dove c’è buona politica - commenta il candidato sindaco del Centrosinistra - non c’è Beppe Grillo. Qui abbiamo lavorato bene, anche nei 10 anni di opposizione puntando sui contenuti e non facendo politica contro le persone». Poi un messaggio al resto del centrosinistra. L’unità del centrosinistra - insiste Del Dotto - è fondamentale e questo risultato lo ha dimostrato».
D’obbligo chiedere a Del Dotto del fenomeno del voto disgiunto (di cui si discuterà molto nelle prossime settimane). «Ho notato che ci sono stati molti voti disgiunti - conferma Del Dotto - forse perché la gente si sente rappresentata dai partiti ma non dal candidato scelto. Ma questo non è un nostro problema: sarà chi ha preso le decisioni nel centrodestra a discuterne».
Gabriele Dini
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