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Versilia

Ballottaggio: il Pdl è sotto choc Accuse a Bertola di tradimento

di Donatella Francesconi
Ballottaggio: il Pdl è sotto choc Accuse a Bertola di tradimento

Ma Alberto Matteucci non rilascia dichiarazioni fino a domani: «Prima facciamo l’analisi del voto» L’ex sindaco rinvia i veleni al mittente: se hanno perso devono soltanto guardarsi in casa

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CAMAIORE. «Io sono sempre tranquillo: nella gioia e nel dolore». Manca qualche minuto alle 18 quando Alberto Matteucci, candidato a sindaco per il centrodestra si rivolge così ai suoi. Facce scure, tirate. Lo spoglio nelle sezioni procede lentamente, ma non porta buone notizie. «Abbiamo preso delle batoste», commenta parlando al telefono Palmerini, coordinatore de La Destra. «È una debacle», mormora Matteucci che non lascerà fino a notte inoltrata la sede del comitato. «Altri massacri?»: è la voce di Carlo Venturini, coordinatore del Pdl viareggino a chiedere per telefono notizie a chi chiama dai seggi. Quando mancano pochi minuti alle 18 Giovanni Santini, coordinatore provinciale del Pdl lascia via Vittorio Emanuele dove non farà più rientro. Quando, poco dopo le 22, è Mauro Santini a prendere la parola a nome del Pdl, il candidato a sindaco ha già declinato tutte le sollecitazioni dei cronisti che insistono per una dichiarazione: Matteucci non parla ed è tutto rinviato alla conferenza stampa già fissata per mercoledì. Il centrodestra attende - spiega Santini - di avere pronta l’analisi del voto, di verificare dove e quanto si è perso, di contare, insomma, il risultato insoddisfacente casa per casa, elettore dopo elettore. Perché, in realtà - emerge nel corso del lungo pomeriggio - Matteucci ed i suoi erano convinti di vincere al primo turno. Come confermano le parole di David Marcucci, capogruppo in Provincia: «Certo che pensavamo di farcela senza ballottaggio: se non va così dove hai governato bene e dove hai il riscontro dei cittadini...». Secondo lui l’”arma” segreta di Alessandro Del Dotto e del centrosinistra che lo ha portato ad un soffio dalla vittoria secca è la scelta di «aver mandato avanti i volti puliti, lasciando i “vecchi” dietro le quinte».

Sul perché il centrodestra che per due volte ha portato Bertola in Municipio sia scivolato sugli abiti fumo di Londra di Matteucci, ognuno ha la propria idea. Ma il grande accusato è uno solo: il sindaco uscente, passato all’Udc. «Per noi purtroppo è sempre stato il centro il problema», commenta a mezza voce Simone Frugoni, consigliere uscente. Alle 19,30 i primi conteggi danno 1.200 voti disgiunti, per lo più - accusano in casa Pdl - del tipo Udc-Pd. Un’accusa che Giampaolo Bertola rimanda al mittente: «In tutte le sezioni hanno candidati Pdl che hanno preso il voto disgiunto...Chiedetevi piuttosto quante preferenze personali hanno preso i candidati sindaco...». Una domanda alla quale rispondere «prima di gridare a “Bertola traditore”. Che è stato lo slogan di una guerra fratricida nel partito. Qualcun altro si deve chiedere come mai è andata così. Magari qualcuno che ha organizzato la macchina elettorale. Insomma, a chi dice che la sventura del Pdl è il centro, rispondo che la sventura del Pdl è il Pdl stesso». Quando arriva il dato per cui Del Dotto sarebbe prossimo a sfiorare il 49%, Bertola si batte le mani sulle gambe, poi fa per alzarsi: «Basta così, vado a casa...».

A pochi metri di distanza, davanti al comitato di Matteucci, l’aria si è fatta incandescente. «Che affare... Io proprio non me lo credevo... C'hai lavorato insieme tanti anni, gli hai dato tutto... Ma ogni medaglia ha l'altra faccia». Sandro Daddio, consigliere uscente, parla con Alessandro Santini, appena arrivato da Lido. «Quello che per due volte c’ha portato alla vittoria, ora ce l’ha messo in quel posto», si unisce ai commenti un anziano militante. Bertola l’ha messo nel conto e poco prima dichiarava: «Pezzini sarà l'ago della bilancia. È un “animale” politico composito: se resta l'anti-matteucci che ha detto in campagna elettorale il resto vien da sè... Semmai domandatevi come si mobilita l'Udc a seconda degli insulti di questi giorni...». La giornata più lunga per Alberto Matteucci finirà con otto punti di distanza a favore di Alessandro Del Dotto: «Una differenza di questo peso non si recupera al ballottaggio, dove storicamente l’affluenza è più bassa». Così l’analisi di Alberto Corsetti, segretario versiliese del Pd: «Se poi si aggiunge che la scelta degli elettori, come nel caso di Camaiore, è per il cambiamento rispetto al governo precedente, chi è così avanti vince. Anche considerando che non mi sembra vi sia un orientamento pro centrodestra da parte delle altre liste».

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