Il Tirreno

Versilia

Addio roccaforte dei conservatori Buratti vince tutto

di Valentina Landucci
Addio roccaforte dei conservatori Buratti vince tutto

Avanti in tutte le sezioni, anche quelle del centro e di Roma Imperiale tradizionalmente più legate alla destra

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FORTE DEI MARMI. La domanda, banale, che verrebbe da porsi dando un primo sguardo al voto per le amministrative a Forte è: fine ha fatto la raccaforte del centrodestra? È finita l’epoca del Forte baluardo sicuro dell’elettorato conservatore?

I più maliziosi per la verità rovescerebbero la questione individuando nel vincitore, il riconfermato sindaco Umberto Buratti, un esponente di un nuovo partito conservatore che poco ha a che vedere con il centrosinistra dei riformisti.

Ma al di là delle chiacchiere ci sono i numeri e un centrodestra, schierato con tanto di simboli di partito, evidentemente schiacciato da una lista civica di chiara ispirazione centrosinistra (ma ufficialmente slegata dai partiti) che batte tutti ben oltre le aspettative dello stesso candidato primo cittadino.

Non c’è sezione dove Buratti e i suoi non siano avanti. Là dove, un tempo, il centrodestra non aveva difficoltà a rastrellare preferenze avanzano i candidati del sindaco uscente: da Roma imperiale alle sezioni del centro, passando per Caranna, Vaiana e Vittoria Apuana.

Il distacco è netto ovunque, come lo era stato cinque anni fa. Anzi più di cinque anni fa.

Nei seggi del centro e di Roma Imperiale Buratti è più avanti del diretto avversario, James Popper. In particolare nella sezione uno, quella dove l’affluenza è stata minore, quella dove votano i proprietari delle ville di Roma Imperiale, spesso facoltosi residenti che al Forte hanno la residenza ma trascorrono parte dell’anno altrove. I voti di Buratti sono il doppio di quelli di Popper: 188 a 94.

Il distacco c’è anche altrove. Ben 154 voti in più nella sezione 5 e 136 in più nella 6 a Vaiana. Da 80 a 120 preferenze di differenza in tutte le altre. Il distacco si assottiglia solo nella sezione 7 di Vittoria apuana (36 voti di differenza).

Alla fine la differenza si fa pesante tra i due e Buratti la spunta con 980 voti in più di Popper.

L’analisi del voto, a questo punto, spetterà a chi da questa tornata elettorale esce con le ossa rotte. La domanda che il centrodetsra dovrà farsi e quella che l’ex sindaco, Robertobertola, fa ai colleghi di partito nella sede elettorale di popper: «Chi si è preso i nostri voti?». È chiaro infatti che Buratti ha confermato il consenso di cinque anni fa, forse rosicchiando qua e là qualche preferenza.

Ma l’appena riconfermato primo cittadino non ha avuto danni - se non marginali - dalle altre forze in campo, quelle di Vasco Franceschi in primis che, in qualche modo, è riuscito a portar via voti sia a Monteforte - il cui risultato è ampiamente sotto le aspettative e i dati di cinque anni fa - che allo stesso Popper il quale, anche insieme al Trezo Polo di Monteforte non sarebbe riuscito a vincere.

Franceschi, fino all’ultimo, sembra imporsi come la terza forza del paese. Poi chiude leggermente sotto “Progetto Forte” e resta fuori dal consiglio comunale. Per lui il successo maggiore in termini di voti è nei seggi del centro, ma la sua lista non va mai oltre le 69 preferenze.

Monteforte arriva ad ottenerne al massimo 81 (nella sezione 3), va peggio a Vittoria Apuana.

Minore, ovviamente, l’incidenza delle liste Fuxia People e Movimento Cinque stelle. la prima ottiene il maggior numero di voti nella sezione 2 del centro. La seconda nel seggio numero tre, sempre del centro di Forte.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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