Il dolore
La “guerra” delle spillette
Piccolo giallo per i simboli dei partiti portati nei seggi
CAMAIORE. La battaglia elettorale si combatte anche a colpi di spilline e striscioni. Con i rappresentanti di lista che stazionano davanti ai seggi e si controllano a vicenda per evitare che gli altri facciano propaganda “proibita”.
Piccolo incidente “diplomatico” ieri mattina in un seggio di Lido. Un rappresentante di lista è entrato con una spillina con il simbolo di uno dei partiti in lizza. Un rappresentante delle forze dell’ordine - applicando alla lettera la disposizioni della Prefettura che proibiscono ogni tipo di propaganda elettorale nel raggio di 200 metri dai seggi - ha preteso che il rappresentante togliesse la spillina.
Subito è partita una discussione sulla legittimità o meno dell’utilizzo di quei simboli nei seggi. Dopo una consultazione con l’ufficio elettorale del Comune è arrivata la risposta. Ai rappresentanti di lista è concesso di indossare i distintivi del partito di appartenenza per far sì che vengano riconosciuti. Naturalmente spillette e distintivi sono proibiti a tutti gli altri cittadini all’interno dei seggi.
Proteste a Camaiore anche per lo striscione esposto alla finestra dell’ufficio di Alberto Matteucci con un invito al voto. Anche in questo caso però la “propaganda” è risultata regolare. Lo striscione è infatti stato regolarmente segnalato alla polizia municipale e al comune. E inoltre è stato esposto fuori dalla sede di un comitato elettorale del partito, ozione ammessa dai regolamenti.
Qualche furbetto ieri pomeriggio a Capezzano aveva invece parcheggiato un’auto di fronte a un seggio con un grosso adesivo che pubblicizzava un candidato attaccato sul vetro. Comunque non sono state segnalate tensioni o problemi in nessuno dei seggi.
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