Sicurezza
Gli ambulanti contestano Mori
Sciopero degli antiquari contro lo spostamento del mercatino in piazza Statuto
PIETRASANTA. Pioggia, nuvole e rabbia. La contestazione degli antiquari, sfrattati da piazza Duomo e dintorni per essere trasferiti dalle parti di piazza Statuto dove però si sono rifiutati di esporre la mercanzia, va in scena nella prima mattinata di ieri, giornata assai uggiosa, così come l’umore della stragrande maggioranza dei titolari di concessione decennale che gridano contro il vice-sindaco Luca Mori. «È lui che si è inventato questa operazione di trasloco ed è sempre lui che stamani ( ieri, ndr) non si è fatto vedere sul “luogo del delitto”, evitando di rispondere anche alle nostre telefonate». Ma il diretto interessato smentisce dicendo di aver ricevuto solo un messaggio sempre telefonico.
«Mai vista una cosa del genere in tanti anni che facciamo mercati: un amministratore, nel bene e nel male, non deve sottrarsi ad un confronto, in particolare quando sa che è in corso una protesta ed è bene a conoscenza del dissenso» affermano i rappresentanti del mercatino in questione, Paolo Ventavoli e Franco Mercanti. Facciamo un passo indietro: nei mesi scorsi l’amministrazione comunale decide di spostare le bancarelle dell’antiquariato in piazza Statuto, «perché gli spazi di piazza Duomo, via Garibaldi, vicolo delle Monache, Via Barsanti, via Stagi e piazza Crispi, risultano essere troppo dispersivi. Serve continuità: facciamo un esperimento e poi si tirano le somme» erano state le parole dello stesso Mori. «Ma questa decisione Mori non l’ha concertata proprio con nessuno, anzi, si è messo in testa di portarla avanti senza il minimo sostegno di chi vive questo mercatino da 20, anche 25 anni ed ha il diritto di stare dove è sempre stato perché titolare di una concessione.
E poi come fa a parlare di sperimentazione: lo sa Mori che questo tentativo, al di là del 25 aprile scorso di per sé già disastroso – ribadiscono Ventavoli e Mercanti ed ancora altri antiquari - era già stato fatto in passato con esito fallimentare per numero di visitatori? Abbiamo così protocollato in Comune una richiesta di ritorno alle origini, sostenuta da 16 firmatari su 22 concessionari, che abbiamo protocollato il 28 aprile scorso. Abbiamo deciso in questa prima domenica del mese di non andare in piazza Statuto, ma tornare in piazza Duomo. Ma i vigili, evidentemente allertati, ci hanno fatto notare che la sede della rassegna era altrove e che se avessimo ignorato l’ordinanza, sarebbe scattata una multa da 5 mila euro. Ogni successivo tentativo di contattare il vice-sindaco è stato inutile. Risultato: niente mercatino per protesta. Da adesso in poi intendiamo parlare con il sindaco Domenico Lombardi».
In realtà l’happening dedicato all’antiquariato è andato comunque in scena, sia pure in formato ridotto, in piazza Statuto: presenti, o meglio, dispersi nell’area in questione, una decina di bancarelle, soprattutto di spuntisti. Critica, però, con i colleghi contestatori, Bruna Marlia, concessionaria di vecchia data. «Sono degli egoisti: pensano solamente al loro orticello. Il vicesindaco Mori ha giustamente spostato i banchi in piazza Statuto perché è soluzione ideale per una proposta non dispersiva e comunque ben raggiungibile: in questo spazio siamo tutti ben visibili e non ci sono persone privilegiate per la posizione».
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