Il Tirreno

Versilia

Fallisce il mobilificio Santambrogio

di Donatella Francesconi
Fallisce il mobilificio Santambrogio

Un’azienda nazionale di cucine porta in tribunale il negozio, già in liquidazione volontaria, per 30mila euro

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VIAREGGIO. Se il mattone non se la passa bene, l’arredamento non gode migliore salute. In giro per la città si vedono in questi giorni “vele” e cartelloni pubblicitari con il quale il mobilificio “Sanfratello” liquida per cessata attività. Ed in Internet è disponibile l’annuncio di un fallimento importante: quello del mobilificio Santambrogio, un simbolo dell’arredamento a Viareggio.

«Il mercato non ci ha premiato...»: Enrico Santambrogio non si nega alle domande. Lui che è personaggio pubblico, oggi più di ieri, con il suo impegno nel Movimento Cinque stelle di Beppe Grillo. «Siamo andati in liquidazione volontaria - spiega Santambrogio, che è uno dei soci del mobilificio che prende il nome dalla sua famiglia - e faremo ricorso contro il provvedimento del Tribunale di Lucca che ha dichiarato il fallimento». Fallimento al quale si è arrivati «perché un’azienda di cucine si è impuntata per una cifra di trentamila euro. Per riscuotere i quali, ora che il provvedimento è stato emesso, dovrà mettersi “in coda”». Il progetto, nello scegliere la liquidazione volontaria, «era quella di vendere l’immobile» che si trova a due passi da commissariato. Immobile sul quale c’è un mutuo «ma il valore è comunque decisamente più alto e con il ricavato avremmo chiuso la partita sia con la banca che con i creditori». Santambrogio prosegue: «Noi avevamo un acquirente... C'è solo mancato il tempo... La società che ha agito per arrivare al fallimento ci ha spiegato di dover fare tutti i mesi con cifre a molti zeri da ripianare per i debiti che i mobilifici di tutta Italia devono pagare. E che noi siamo - testuali parole utilizzate - un numero».Un numero nel “mare” dei fallimenti che stanno trasformando Viareggio in un cimitero, senza che la politica muova un dito per capire se ci siano soluzioni possibili per salvare un patrimonio imprenditoriale che appartiene alla storia della città. «La crisi morde più che mai, le imprese ed i lavoratori sono alla "canna del gas" e la Patrimonio srl ed Equitalia soffiano sul fuoco, incuranti della crisi economica drammatica che si vive». Così commenta Massimiliando Baldini, coordinatore del Movimento cittadini: «Ma i nostri rappresentanti in consiglio comunale non sembrano accorgersene, concentrati solo ed esclusivamente sulla battaglia per le poltrone di fine mandato, sordi a quanto succede in città, alla continua chiusura delle attività, al tasso di disoccupazione reale che aumenta a vista d'occhio. Più importante la corsa alla poltrona di presidente, remunerata naturalmente...».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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