Il Tirreno

Versilia

«E’ un treno da non perdere»

«E’ un treno da non perdere»

Parla il nuovo re dei cinema viareggini: «Le sale attuali non sono più adeguate»

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VIAREGGIO. Fino a qualche anno fa ha vissuto un po’ all’ombra delle due grandi famiglie che gestivano le sale cinematografiche della città: gli Scarpellini (Odeon e Politeama) e le sorelle Bertuccelli (Eden ed Eolo). Dopo aver trasformato il vecchio Goldoni in una mini multisala ed essere sbarcato in Passeggiata rilevando la gestione dell’Eden, Fabrizio Larini è diventato il nuovo “re dei cinema” in città. Un re che potrebbe diventare imperatore se andrà in porto il progetto della Cittadella del Cinema che ha reso pubblico proprio ieri.

Larini, dopo tante indiscrezioni ecco il progetto per una nuova multisala alla Cittadella. Ma ce n’è davvero bisogno?

«Direi che è indispensabile. Se vogliamo mantenere la tradizione di una Viareggio città del cinema non possiamo non immaginare l’apertura di una nuova multisala. Ogni weekend, in Italia, escono almeno sei-sette titoli di film che ormai hanno in media una vita commerciale di una settimana. A Viareggio, con le quattro sale rimaste (Eden, Odeon, Politeama e Goldoni, ndr), non riusciamo più a smaltire le uscite. E molti titoli - spesso proprio quelli qualitativamente più interessanti - da noi non riescono ad arrivare.

Questo non solo penalizza i viareggini, ma fa perdere quell’appeal che la città aveva a livello toscano per il pubblico che ama il cinema. Sono i dati a dirlo: eravamo la seconda città della Toscana per spettatori dopo Firenze, adesso siamo precipitati nelle retrovie, superati anche da Massa».

E allora?

«E allora adesso siamo ad un bivio: o ci attrezziamo con strutture moderne e funzionali alle nuove esigenze del pubblico, oppure perderemo questa caratteristica. E non abbiamo certo molto tempo a disposizione per pensarci. Già si parla del progetto di una multisala all’uscita dell’autostrada a Migliarino e di una a Capannori. E anche gli altri comuni della Versilia mi risulta che non stiano certo a guardare. Insomma, non possiamo permetterci di perdere anche questo treno».

Così, però, i cinema della Passeggiata chiuderanno definitivamente i battenti. E il salotto buono della città subirà un nuovo colpo...

«Purtroppo il destino delle sale tradizionali a Viareggio sembra già segnato. In pochi anni abbiamo perso il Centrale e l’Eolo. Per l’Odeon c’è già un progetto approvato per il cambiamento della destinazione d’uso. E anche Politeama ed Eden, sovradimensionati nei posti a sedere, non possono avere un futuro roseo. Non sarà certo la multisala a decretarne la chiusura. Semmai la multisala permetterà di rilanciare il cinema a Viareggio. E, di conseguenza, anche le sale tradizionali».

A proposito di sale tradizionali, il Goldoni che gestisce da decenni che fine farà?

«Non ho certo intenzione di chiuderlo. Se avremo l’ok per l’apertura della multisala, lo trasformeremo in una struttura più mirata ad un pubblico di cinefili. Ma può ancora ritagliarsi un proprio spazio».

Parliamo di tempi. Quanto pensa che serva per realizzare il progetto che avete presentato?

«Credo che i lavori possano essere concentrati nel giro di un anno e mezzo, massimo due. Ovviamente questo tempo scatterà dal momento in cui avremo il via libera al progetto».

Di chi sono i terreni su cui dovrebbe sorgere la nuova Cittadella del Cinema?

«Sono di un’unica proprietà, anche se suddivisa fra vari eredi, con la quale abbiamo già un accordo di massima».

L’investimento non sarà di poco conto. Intende coinvolgere anche altri imprenditori in questo affare?

«Al momento abbiamo stimato un costo complessivo di circa otto-nove milioni di euro. E’ chiaro che cercherò di coinvolgere in questa operazione anche altri imprenditori a cominciare da chi già si occupa di cinema in città».

Che ricaduta avrà questo investimento a livello occupazionale?

«Sono convinto che, fra personale alle biglietterie, al bar, alle pulizie, ecc. si creeranno almeno trenta-trentacinque nuovi posti di lavoro. E anche questo, in periodi come quelli che viviamo, è un aspetto da non sottovalutare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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