Pucciniano, saltano i nuovi spettacoli
Se la stagione si farà andrà in scena la Butterfly del 2000 invece di quella giapponese. E la nuova Tosca resta nel cassetto
TORRE DEL LAGO. Pronti a buttare le chiavi nel lago, dopo aver chiuso il sipario senza che una nota sia risuonata sul palco che guarda il lago caro a Puccini. Questa l’aria che si respira dietro le quinte della Fondazione Festival pucciniano. Il cui presidente dimissionario, Paolo Spadaccini, ieri ha messo nero su bianco che - per la stagione 2012 per la quale è iniziato il conto alla rovescia - ci si affiderà al già visto. Con buona pace di due co-produzioni importanti alle quali si lavora da tempo. Quella della Tosca, nuovo allestimento di frutto del lavoro congiunto tra Torre del Lago ed i teatri di Torino, Montecarlo e Valencia; e “Madama Butterfly” che torna in scena con l’allestimento datato 2000, invece che quello proveniente dal Giappone. Proprio quello che è stato presentato non più tardi del 24 aprile scorso all’Istituto di cultura italiana nel paese del Sol Levante, alla presenza di una delegazione della Fondazione stessa.
Il finanziamento regionale sulla formazione permette, per fortuna, di offrire al pubblico “La Traviata” coprodotta con Pisa, Lucca e Livorno.
Questo il quadro della situazione. Che Spadaccini squaderna nel rispondere agli interventi di Ghigo Gemignani e Milziade Caprili, all’indomani del dibattito suscitato dal “Tirreno”, oggi che sempre più il patrimonio di Puccini e della sua arte sembra pronto a migrare sotto Lucca “pigliatutto”. «Caro Milziade - scrive Spadaccini - quando mi riferisco all' incapacità della politica di valorizzare il Pucciniano o forse alla volontà politica di cancellarlo penso che, dopo la tua iniziativa, che portò a predisporre il finanziamento di 1,5 milioni non ci siano stati molti altri politici che si sono impegnati per dare stabilità al Pucciniano. Lo hanno forse fatto i due ministri toscani Bondi e Matteoli? O la Giunta comunale e con essa i rappresentanti della loro parte politica che hanno accettato l'operato di Bondi, di Matteoli, poi confermato da Galan con cui si tagliavano così importanti risorse alla nostra manifestazione? ».
Un intervento senza messi termini, quello del presidente dimissionario che sconta, come pure i suoi predecessori, lo scontro politico che da sempre - di amministrazione in amministrazione - si gioca sulle due Fondazioni cittadini.
Spadaccini torna sul tema dei finanziamenti necessari anche nell risposta all’ex sindaco Federico Gemignani: del quale spiega di «non condividere analisi e proposta in merito all'autosufficienza». Spadaccini fa i conti, per dimostrare che non c’è cultura che in Italia come in Europa possa rinunciare ai contributi pubblici. E lo dimostra il fatto, argomenta, che « il ministero per i beni e le attività culturali ha già proposto per il Rossini Opera Festival 2012 un contributo del Fondo unico per lo spettacolo pari a € 862mila euro e di soli 247mila per il Festival Puccini. Ed il ministro Ornaghi il 24 aprile scorso ha confermato il finanziamento governativo di € 2 milioni - per ciascuno dei prossimi tre anni- a sostegno della Fondazione Orchestra e Coro Giuseppe Verdi di Milano; se i contributi dello Stato al Teatro Massimo di Palermo sono passati, negli ultimi due anni, da 16 a 18 milioni. La nostra battaglia è per assicurare stabilità alla Fondazione Festival Pucciniano che ha bisogno del supporto delle Istituzioni. Invocare oggi e non ieri l'autosufficienza, significa soprattutto assolvere l'operato di chi non ha mai fatto nulla per il Festival Pucciniano».
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