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di Corrado Benzio VIAREGGIO E’ bello vedere che chi investe e si impegna poi raccoglie risultati. E’ il caso dell’Officina del caffè. Cesare Funel prima ha apero il bar (con annessa enoteca) in via...
di Corrado Benzio
VIAREGGIO
E’ bello vedere che chi investe e si impegna poi raccoglie risultati. E’ il caso dell’Officina del caffè. Cesare Funel prima ha apero il bar (con annessa enoteca) in via Fratti angolo XX Settembre, poi ha raddoppiato con questa Officina del Caffè beach in Passeggiata. Quel Cesare Funel, lo ricordiamo, che è stato uno dei più innovativi chef della Versilia ad inizio degli anni Novanta.
Il locale in Passeggiata è arrivato a luglio 2011, per la precisione il giorno 23, sulle ceneri di una paninoteca che non aveva trovato troppo successo.
Oggi l’Officina è uno dei pochissimi bar della Passeggiata a fare tutto: da un ottimo espresso fino ai cocktail internazionali, come da classificazione Aic. Mentre intorno saltano tutti i codici: i bar diventano pizzerie, le gelaterie sembrano più birrerie e via discorrendo in un degrado commerciale senza pari. Certo all’Officina c’è un sorriso strepitoso dietro il banco, quello di Elisabetta Barannik, 25 anni. Studi al liceo Chini, origine ucraina ma ormai viareggina a tutti gli effetti. Elisabetta è la responsabile del bar, coadiuvata da Eleonora Colombo e da Alessia Bedini.
Tre donne intorno al cor mi stanno, dicevano i poeti in Volgare. Loro guidano con piglio cortese ma deciso il bar. Che è anche un luogo dove si fa ottima musica, tutti i venerdì sera. Jazz ma non solo: qui si esibiscono le migliori band giovanili della costa. Ma il bar è anche luogo d’arte, grazie ad uno spazio nel soppalco dedicato alle mostre, in particolare quelle fotografiche . «Ci piace lanciare giovani artisti, soprattutto versiliesi» conferma Barannik.
Grandi serate, fra ottimi cocktail, musica e mostra. In tutto in poco spazio e sotto la spada di Damocle dei lavori che cercano di rendere migliore la Passeggiata.
Belle le lavagnette alle pareti con l’alfabeto internazionale dei cocktail. C’è anche la «s» di Screwdriver (cacciavite in inglese) preparato con wodka e succo fresco d’arancia.
Ma in carta ci sono anche degli afterdinner come il Grasshoper (cavalletta in tedesco). «Ma il più richiesto – conferma Elisabetta con una punta di rammarico – è lo Spritz, che noi prepariamo usando la ricetta originale veneta».
Dal venerdì al sabato all’Officina beach il buffet che accompagna gli aperitivi è a tema. «Abbiamo fatto delle serate messicane –ricorda Elisabetta -proponendo i burritos. Oppure quella dedicata alla Russia, proponendo tutta una serie di piatti tipici, a partire da varie insalate».
C’è grandissima energia nello staff dell’Officina. L’espresso è perfetto («Cento per cento arabica» ci tiene a sottolineare Elisabetta). E anche il gelato ha un produttore tutto particolare. E’ la Meno Diciotto, celebre gelataio piemontese che usa tutti ingredienti di qualità, in molti casi legati ai presidi Slow Food.
C’è impegno e qualità in questo angolo di Viareggio. «Abbiamo fatto anche un accordo con la barchetta del fish and chips. I loro clienti quando prendono il menù, hanno il caffè da noi compreso». Insomma grande movimento dalle parti delmolo. E infatti l’Officina è molto amata dai turisti, italiani ma anche stranieri»..
Grazie sempre ad Elisabetta che comosce le lingue , soprattutto quelle del cuore.
«E’ importante essere sorridenti, sempre attenti alle esigenze della clientela. E anche sapere cambiare registro. Se sono giovani hanno certe esigenze e vengono a certe ore. I meno giovani vivono altre esperienze al bar».
L’Officina apre alle 7 del mattino con le colazioni e va avanti fino a mezzanotte, un orario che d’estate si prolunga anche fino alle due. Così si attraversano tutti i momenti topici di un caffè.
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