Bloccati pezzi di carro destinati al Nord
Il presidente Santini chiama i carabinieri: mascheroni e calchi in gesso erano su un camion in partenza per altri Carnevali
VIAREGGIO. Per impedire la partenza dalla Cittadella di un camion con rimorchio carico di pezzi di carri destinati ad altri carnevali, ieri pomeriggio, sono intervenuti anche carabinieri e vigili urbani. A chiamarli sul posto, insieme ai componenti del consiglio di amministrazione della Fondazione Carnevale, è stato il presidente Alessandro Santini. Che - venuto a conoscenza del "carico di cartapesta" non autorizzato - ha raggiunto gli hangar e bloccato la spedizione. E adesso minaccia sanzioni disciplinari nei confronti dei tre costruttori coinvolti nel “pasticciaccio”: Alfredo Ricci, Eleonora Francioni e Antonio Mastromarino.
L’episodio. Tutto è cominciato dalla presenza “sospetta” di un grosso camion notato già dal primo mattino sul piazzale della Cittadella. Il camion - intestato ad una ditta di trasporti con sede in Emilia Romagna - aveva dapprima caricato dei pezzi di carri dall’hangar di Alfredo Ricci e, nel primo pomeriggio, stava facendo altrettanto nell’hangar di Eleonora Francioni con l’aiuto di Antonio Mastromarino (che della costruttrice è il compagno). I carri - come si sa - da bando di concorso sono di proprietà della Fondazione Carnevale e non dei carristi che lo realizzano. E nessuno, a Palazzo delle Muse, aveva autorizzato il prelievo dei pezzi. Fatte le opportune verifiche, il presidente Santini è andato di persona alla Cittadella ed ha scoperto che all’interno del camion erano già stipati alcuni pezzi del carro di Eleonora Francioni. All’autista Santini ha chiesto di poter vedere cosa vi fosse anche nel rimorchio del camion (chiuso). Di fronte al diniego, il presidente ha chiamato sia i carabinieri che i vigili urbani. E solo grazie al loro intervento il camionista ha mostrato il contenuto del rimorchio da dove sono spuntati i mascheroni di Alfredo Ricci più alcuni calchi in gesso (che a termini di bando, dopo il loro utilizzo, andrebbero distrutti).
Giallo sui destinatari. Secondo quanto ricostruito e stando alle dichiarazioni di Mastromarino, i pezzi dei carri sarebbero stati regalati ad altri carnevali senza alcuna contropartita economica. Non è ancora chiaro, però, a chi sarebbero andati. Di certo a qualche carnevale del nord Italia (si parla di un carnevale piemontese) che poi li avrebbe assemblati per farli sfilare nei prossimi anni.
Nessun rilievo penale. Malgrado la vistosa presenza di carabinieri e vigili urbani, al momento non sono stati riscontrati elementi a carico dei carristi. Anche perché l’eventuale apertura di un procedimento, in casi come questo, avviene solo in presenza di una querela di parte (che in questo caso dovrebbe presentare la Fondazione Carnevale).
Provvedimenti disciplinari. Stando alle prime dichiarazioni dello stesso Santini, la Fondazione non sporgerà querela. «Al momento non è nostra intenzione farlo». Quello che invece sembra quasi scontato, invece, sono dei provvedimenti disciplinari a carico dei tre costruttori coinvolti. «La questione sarà portata al prossimo consiglio di amministrazione che riuniremo d’urgenza proprio per valutare l’accaduto», prosegue Santini.
Precedenti. Il “mercato parallelo” della cartapesta non è certo una novità. Pochi mesi fa la Fondazione ha infatti affrontato un caso analogo - con protagonista un altro costruttore - avvenuto lo scorso anno. Anche in quel caso non si trattò di una vera e propria compravendita, ma di una sorta di regalo in cambio di qualche bottiglia di lambrusco. Adesso le due questioni potrebbero venire unificate.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
