Sicurezza
«Quel no ad Antonini ci offende tutti»
I familiari delle vittime del disastro ferroviario: palco vietato nella piazza del Primo maggio al ferroviere licenziato
VIAREGGIO. È bufera in casa Cgil dopo il primo maggio e la protesta dei familiari delle vittime del disastro ferrovario del 29 giugno 2009 per il divieto di intervento posto nei confronti di Riccardo Antonini, ferroviere licenziato da Ferrovie che gli contestano il ruolo svolto come consulente, al fianco dei familiari, nell’incidente probatorio legato al disastro di tre anni fa.
«Per il Primo maggio, assieme ad Assemblea 29 giugno, abbiamo deciso di essere presenti alle iniziative di Seravezza e Stiava, come negli anni passati». Così racconta cos’è accaduto Daniela Rombi, presidente dell’associazione “Il mondo che vorrei”, nata per rappresentare i familiari delle vittime. «Per nostra sollecitazione, la sera prima, ci è stata data la possibilità di prendere la parola per spiegare succintamente le iniziative e l'iter processuale della strage di Viareggio. A Seravezza ha parlato per alcuni minuti Claudio Menichetti, a Stiava avrei dovuto parlare io. Ho chiesto se poteva salire sul palco anche Riccardo Antonini, per spiegare la sua situazione rispetto al licenziamento in quanto conseguenza della mobilitazione per la verità, la giustizia, la sicurezza: era il giorno di Riccardo, come di tutti quei lavoratori che subiscono questi ricatti! A questa richiesta è stato risposto no dai rappresentanti sindacali promotori del Primo maggio con una motivazione a dir poco insolita e ridicola: "L'intervento di Riccardo avrebbe diviso la piazza …"».
Tre punti avrebbe toccato l’intervento di Antonini: la difesa dell’articolo 18, la data del processo per il suo licenziamento, gli appuntamenti che attendono familiari e Assemblea 29 giugno di qui al terzo anniversario della strage. «Queste considerazioni e informazioni avrebbero spaccato la piazza?! Ma vogliamo scherzare? », commenta Daniela Rombi che conclude: «Consideriamo questa censura una grave caduta di stile, offensiva nei confronti di noi familiari che sosteniamo la reintegrazione di Riccardo, oltre che nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrice che i sindacati dovrebbero rappresentare e rispettare».
Di «veto incomprensibile» parla Mario Salvadori, segretario Filt-Cgil, «visto che, contro il licenziamento di Riccardo, era stata presa posizione con una lettera anche da parte delle segreterie regionali della Toscana di Cgil, Cisl, Uil. Spero, come viene detto nel comunicato di Daniela Rombi, che questo sia stato solo un episodio isolato e che non abbia a ripetersi. Intanto vorrei esprimere - anche a nome della Filt-Cgil di Lucca - la mia completa solidarietà a Riccardo Antonini, licenziato ingiustamente da chi invece avrebbe dovuto dimettersi in seguito alla strage di Viareggio, così come alla associazione "Il mondo che vorrei" ed alla Assemblea 29 Giugno».
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