Lutto
«Quando la frazione disse no alla villa»
L’ex sindaco Gemignani ricorda come Viareggio perse la casa di Puccini al Marco Polo
VIAREGGIO. Continua a far discutere il dibattito aperto dal “Tirreno” dopo il definitivo passaggio della villa di Puccini, al Marco Polo, nelle mani della Fondazione Puccini di Lucca. Al capoluogo il presidente dimissionario del Festival pucciniano contesta di voler «fare cappotto». «Leggo le accorate dichiarazioni del presidente Spadaccini in merito al futuro del festival torellaghese», scrive l’ex sindaco Federico Gemignani: «Ne condivido i contenuti ma sento di dover ricordare che tali recriminazioni, non per colpa del giovane Paolo, sono perlomeno tardive. Ero assessore al turismo nella giunta Catelli quando sollevai pubblicamente il problema della villa Puccini al Marco Polo. Ne nacque una polemica vivacissima che coinvolse, oltre al sottoscritto, l'avvocato Dell'Anna che allora rappresentava la famiglia Puccini. Ebbi anche qualche strascico legale, tanto che il fatto sfociò sulla stampa nazionale. Ma cosa chiedevo a quell'epoca? Semplicemente di destinare la villa - allora affittata come dimora a privati cittadini - a museo civico e di salvaguardare i cimeli in essa contenuti. Chi corse in mio aiuto allora? Nessuno».
Per la serie a Viareggio nulla cambia, nonostante il passare del tempo. « I maggiori silenzi -continua Gemignani - provennero proprio dalla frazione, preoccupata che a Viareggio nascesse un museo concorrenziale con quello torrelaghese. E si mosse anche la classe politica della frazione, diffidando duramente il sindaco dell'epoca, ancora il professor Catelli, invitandolo a convincere il sottoscritto a sospendere ogni iniziativa in favore della villa».
Dalla storia alla realtà dei nostri giorni: «Circa la crisi del Festival - scrive Ghigo Gemignani - bisogna riferirsi a quella più generale che sta coinvolgendo tutti i teatri d'opera italiani. Non credo che questa emergenza la si possa superare con le metodologie antiche. Piangere miseria e chiedere denari alle istituzioni è cosa ormai archiviata perché la tendenza è quella di andare decisamente verso la più completa autosufficienza. E allora che fare? Ci vogliono politiche nuove, coraggiose, originali. Ripeto: bisogna realizzare l'evento Festival, adeguandone l'organizzazione alla sua reale entità. A tal fine , il presidente Spadaccini, confortato dal proprio consiglio di amministrazione, nonché dall'organo di indirizzo dovrebbe proporre le soluzioni possibili in un momento emergenziale come il presente».
L'amministrazione comunale (ma ne esiste ancora una, ndr) «poi, sarebbe bene si decidesse ad affrontare i problemi nei tempi opportuni, per non arrivare al Festival, al Carnevale, al Premio letterario, a Europacinema e alle manifestazioni natalizie sempre con il fiatone, idee confuse e soprattutto senza una programmazione economica».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
