Sicurezza
Crollano le assunzioni degli stagionali
Negozi, pubblici esercizi e alberghi riducono il personale estivo dal 30 al 50%. La colpa? Incassi magri e previsioni fosche
VIAREGGIO. «Una volta bar e negozi mi davano mandato di assumere per l’estate senza preoccuparsi troppo. Oggi non è più così: chiedono quanto costa e cosa comporta. Stanno attenti anche ai 100 euro di differenza. E sempre più spesso rinunciano».
Così un consulente del lavoro viareggino, che definisce la situazione del commercio «una tristezza infinita, dove abbondano i curricula ma mancano le selezioni», dipinge il baratro in cui è precipitata una delle risorse storiche dell’economia versiliese: il lavoro stagionale.
Crollo dal 30 al 50%. Per anni è stato un luogo comune, con relativa presa di giro che i versiliesi accettavano volentieri: un paio di mesi al bagno, in hotel o al ristorante, e andava tutto a posto (in realtà non era proprio così). Ma di fronte a un taglio sul personale “estivo”, che secondo le prime stime degli operatori va dal 30 al 50% a seconda dei settori, c’è davvero poco da ridere. E stavolta anche il “nero” - purtroppo usato con molta frequenza in Versilia - non sembra poter sopperire a questa diminuzione del personale.
«Previsioni terribili». D’altra parte, è il segreto di Pulcinella: la prossima estate rischia di essere un bagno di sangue. Con i clienti o aspiranti tali massacrati dalle tasse e da una benzina ormai diventato bene extralusso, chi si azzarda a sperare in una stagione turistica quantomeno soddisfacente? «Possiamo anche prenderci in giro - afferma Graziano Giannessi di Ascom - e raccontarci che tutto sarà come prima. Ma chi ha un minimo di cognizione di causa sa che le persone dovranno fare i conti con bilanci familiari magrissimi. Perciò, è difficile immaginare che un locale o un negozio possano decidere di chiedere rinforzi come avveniva fino all’altroieri. Al massimo, se ci saranno più clienti del normale aspetteranno qualche minuto...».
E anche tra i bagni, secondo Giannessi, il timore di un flop è alto. «Non dico che sono crollate le assunzioni per il personale - spiega - ma si impone la cautela. E così può capitare che qualcuno venga assunto part-time, magari spiegandogli che in caso di bisogno si può rivedere il contratto. D’altronde, basta parlare con i clienti e con i colleghi per capire che qualcosa è cambiato: in tanti rinunciano a qualcosa, per esempio alla cabina, e chiedono sempre più di condividere sdraio e ombrellone con altre famiglie». Una bestemmia, per molti stabilimenti viareggini, fino a pochi anni fa. «E invece - conclude Giannessi - so che in parecchi fanno buon viso a cattivo gioco. Altrimenti si perde il cliente».
Tasse e incassi magri. Ma non c’è soltanto la paura di un’estate da incubo a convincere negozianti, albergatori ed esercenti a rinunciare ai rinforzi. Secondo Emanuele Pasquini, direttore di Confesercenti, «il margine delle imprese è ormai ridotto: le tasse aumentano, anche in numero, e gli incassi si riducono. Questo fa sì che non convenga più prendere del personale aggiuntivo. Stiamo parlando, infatti, di aziende a gestione familiare, dove si preferisce “caricare” se stessi o i propri congiunti, piuttosto che aggiungere un’altra uscita dal bilancio». Per Pasquini, fresco di incarico in Versilia, le prime chiacchierate con gli addetti ai lavori evidenziano un aspetto: «Dai Comuni arrivano solo richieste di pagamento: suolo pubblico, tassa di soggiorno e così via. Non c’è, invece, un’idea di come rilanciare questa bellissima terra e il suo turismo».
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