Il Tirreno

Versilia

Caffè Irene, che musica al Piazzone

di Irene Arquint

Il locale è un punto di riferimento non solo per le colazioni, ma anche per il “sound” alternativo e la birra artigianale

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VIAREGGIO. Frequentatissimo ritrovo per le colazioni al mattino, è anche punto di riferimento per la musica alternativa nei fine settimana estivi. Il Caffè Irene ama puntare sulla tradizione fatta di sfoglie e lieviti di qualità, non disdegnando un intrattenimento serale mai scontato, come i venerdì musicali e le jam sassion di magia ogni ultimo sabato del mese.

Il locale è piccolo, quasi un francobollo, ma molto attento ai prodotti in vendita. Vini bio e biodinamici, etichette territoriali, birre artigianali. Non a caso Davide è uno degli organizzatori de “Il Senso della Birra”, la kermesse che sabato e domenica chiama a raccolta al Centro Congressi Principe di Piemonte i cultori di un bere fermentato fuori dai soliti schemi. Nella quarta edizione del festival che si svolgerà nel pomeriggio (dalle 16 alle 24), esporranno 12 piccoli artigiani del luppolo giunti a Viareggio da tutta Italia, selezionatori di formaggi, di prodotti dalla Garfagnana e dall’Amiata con ospite d’onore un microbirrificio scozzese. «Il problema di questo prodotto sta nell’instabilità delle cotte - dice il trentacinquenne Davide Pellegrini che insieme alla madre Irene gestisce il bar sul “piazzone” - grazie a una ricerca che va avanti da anni siamo riusciti a mettere in carta un buon assortimento pescando tra i migliori». Qualche nome? Il vicino “Birrificio del Forte”, la trevisana “Via dei Birrai 32”, la garfagnina “Petrognola” (la “Versiliese” alla spina fa buona compagnia alla “Menabrea”), la non pastorizzata 24 K prodotta dal lodigiano Brewfist. «Abbiamo più di 30 tipi di birre in bottiglia, 2 tedesche biologiche, trappiste belghe, tante particolarità». Le preferite di Davide hanno un gusto semplice, pulito, di buona bevibilità come le Ipa (India Pale Ale): amare in bocca, decise nel carattere. «La tendenza va verso una bevanda un po’ ossidata, povera di gas. Considero ciò che metto nel bicchiere un alimento e come tale deve essere buono e salutare - aggiunge Davide, barman Fib oltre che sommelier Ais - Ecco perché ogni settimana seleziono nuovi vini legati alla nostra terra, tutti sbicchierabili, per far provare al cliente sempre qualcosa di nuovo. Prediligo etichette bio e biodinamiche, tengo una piccola selezione di francesi e di distillati». Davide cura personalmente la ricerca, guidato dal principio che nel calice la qualità deve fare il paio con un prezzo equilibrato, ecco perché il bicchiere non supera mai i 5 euro. Gira per fiere di settore e cantine, allungandosi in Borgogna e Champagne da cui ha portato a casa qualche bollicina per dirla a suo modo: «di vignaioli che toccano con mano la terra». Di ricerca anche le serate musicali che da stasera animeranno la bella stagione sul Piazzone, con gruppi indipendenti, autori di note di qualità che vanno dal gipsy al rockabilly.

Stasera verso le 21 si parte con il Joe Busted Trio (di cui fa parte Giuseppe Scarpato, chitarrista di Bennato) mentre la prossima settimana sarà la volta di “Canzoni da Marciapiede”, interessante duo che si cimenta in teatro-canzone anni ’30.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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