Sicurezza
Spina: «Il buco di bilancio non esiste»
Per il centrodestra, Mallegni avrebbe lasciato il Comune in attivo. La maggioranza: non è vero
PIETRASANTA. «Il buco di bilancio non esiste, se non quello fatto dalla attuale amministrazione» certificano le opposizioni.
«Esiste eccome, purtroppo: abbiamo un disavanzo di 7 milioni e mezzo di euro ereditato dalle gestioni passate. Disavanzo oggi al vaglio della Corte dei Conti”. In disaccordo su tutto, anche sui numeri, centro-sinistra e centro-destra vanno al muro contro muro con toni sempre più da ‘ guerriglia verbale’, come evidenziato durante la seduta consiliare dedicata all’approvazione del bilancio consuntivo, di mercoledì scorso.. “ I debiti relativi ai famigerati “residui attivi inesigibili”, quelli di cui parla in continuazione il sindaco Domenico Lombardi, risalgono nientemeno che al 1982 e ancora a quando ad amministrare c’era un esecutivo appoggiato dallo stesso Lombardi. Così attesta la Corte de Conti – sottolinea Daniele Spina, Udc, a nome del centro-destra tornato a fare blocco nelle ultime settimane -, sotto la gestione Mallegni i residui attivi - che sono voci di credito iscritte a bilancio non ancora riscosse - sono stati diminuiti. In conclusione, nel 2010 abbiamo consegnato agli attuali amministratori un Comune dal bilancio sano e con 43 mila euro di liquidità di liquidità. Nei 7-8 mesi rimanenti del 2010, l’amministrazione Lombardi ha fatto ricorso ad anticipazioni di cassa per ben 2.600.000 euro. Certo, 43.000 euro di liquidità sono pochi, ma ce ne corre per arrivare a chiudere il bilancio 2011 con un passivo di 7 milioni e mezzo di euro, come hanno fatto gli attuali amministratori”. Parole che hanno mandato su tutte le furie la maggioranza. “ La realtà è nota a tutti: i numeri sono quelli e non si interpretano. 2.821.673 di importo Ici oramai non più riscuotibili, crediti per circa 2 milioni e 800 mila euro anch’essi non più riscuotibili ed altre somme non più esigibili portano il disavanzo del Comune, a consuntivo, a 7 milioni e mezzo di euro. Questi sono i fatti e questi sono gli importi che pesano sulle nostre casse e che abbiamo portato all’attenzione della Corte dei Conti. Non è né il Sindaco, né l’assessore al bilancio, né il Consiglio Comunale né nessun altro a decidere quando coprire il disavanzo: lo stabilisce la legge. L’articolo 193 comma 3 del Testo Unico degli Enti Locali prescrive infatti che “Il disavanzo deve essere coperto entro l’anno in corso e per i due esercizi successivi”. Quindi entro tre anni. Pensare, di conseguenza, di ‘ spalmare’ su più anni residui attivi che non potremo più riscuotere e che non hanno ragione di esistere in nessun esercizio contabile, va contro ogni regola. Occorrono serietà e senso della prospettiva, se vuoi amministrare correttamente – replica l’ assessore Daniela Ferrieri – ed è quello che noi stiamo facendo”.
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