Il Tirreno

Versilia

Puccini tradito dai viareggini

di Corrado Benzio
Puccini tradito dai viareggini

Una lapide sulla villa del Marco Polo sanciva una solenne promessa dei nostri concittadini

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VIAREGGIO. Viareggio ha tradito Puccini. E’ non è una frase fatta. Il 7 dicembre del 1924, poco tempo dopo la morte del Maestro a Bruxelles, nella casa del Marco Polo fu apposta una lapide, che c’è anche oggi, sebbene seminascosta dalle siepi del giardino. C’è scritto: «La comunità di Viareggio/promette di custodire/consacrati/a/ Giacomo Puccini/e casa e bosco/che furono/ reggia e giardino/ alla splendente regina Turandot».

La promessa dei viareggini di custodire la reggia di Turandot è stata una promessa da marinai (ma oggi non siamo neppure più quelli), visto che la villa è passata ufficialmente alla Fondazione Puccini di Lucca.

«Fra due o 3 giorni sarò nella mia casetta di Viareggio nel sole e nell’ombra dei miei pini…Vieni a vedere la mia casetta, credo che ti piacerà».

Così Puccini scrive a Renato Simoni, famoso critico dell’epoca e librettista di Turandot il 3 marzo del 1922. Sono passati giusto 90 anni da quando Puccini venne a vivere in città, costretto a lasciare il lago per le note vicende torrelaghesi, a partire dall’installazione di una torbiera che distrusse la quiete del Massaciuccoli, tanto caro al Maestro. Che da quando lasciò Lucca da giovane scapigliato, ha vissuto praticamente ovunque _ anche in Maremma, che a quei tempi era veramente una Maremma amara _ ma mai nell’arborato cerchio. Però, come è stato scritto, in un fortunato slogan per l’apertura della casa Natale a Lucca: il Maestro torna a casa.

Torna a casa con in dote la villa del Marco Polo e 2 milioni di euro l’anno di diritti d’autore per le opere ancora sotto tutela. Tutto finito alla Fondazione Puccini di Lucca.

Lo «scippo» perpetrato a Viareggio con il passaggio della villa a Lucca non sembra avere suscitato particolari reazioni in città.

Gli stessi viareggini, oggi impegnati nel segnalare dove l’erba cresce più alta (ma Pastechi ha promesso che la taglierà) sembrano infischiarsene del futuro del teatro Puccini.

La stessa Massoneria, nella quale Puccini raggiunse il massimo grado di 33, sembra disinteressata alla vicenda. Eppure Turandot _ composta nella villa di Marco Polo _ è l’unica opera di Puccini dove il Maestro svela _ come del resto Mozart nel Flauto Magico _ la sua appartenza al Grande Oriente. E non a caso l’ambientazione della favola è a Pechino e non a caso gli indovinelli per Calaf non sono altro che una forma di iniziazione agli arcani, come accade nell’esoterismo massonico.

L’unico a sottolineare che Lucca si sta prendendo tutto è stato Paolo Spadaccini, presidente (dimissionario) del festival. Silenzio, come sempre, del Pd. Inerte sul Carnevale – aspettiamo ancora una nota ufficiale sul disastro dell’ultima edizione – e sul Pucciniano. Ovvero sulle due più importanti manifestazioni viareggine.

Nella vicenda Puccini interviene Rossella Martina. La brillante giornalista viareggina si prepara a scendere in politica, intanto chiede conto alla giunta cosa sta facendo su Puccini.Sul fronte della stagione lirica, proprio ieri mattina – si legge in un comunicato dell’amministrazioneI – il sindaco Luca Lunardini ha ricevuto notizie, dirette e indirette, tramite parlamentari di zona, sul lavoro in corso al Ministero per inserire la stagione lirica di Torre del Lago in un circuito di finanziamenti costanti, a partire dal 2013. «Più complessa, vista la situazione economica del Ministero – scrive l’addetto stampa del sindaco – la questione dei finanziamenti relativi alla stagione 2012. Lunardini conferma che gli uffici stanno lavorando intensamente per la messa a punto della tassa di soggiorno, che dovrebbe garantire ossigeno alla manifestazione pucciniana». Intanto Lucca incassa 2 milioni e 200mila euro l’anno di diritti. Ma per Costagliola è solol campanilismo.

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