Finanza
«Niente cani agli stranieri»
Una madre denuncia l’associazione animalista. Che si difende
VIAREGGIO. Tramite Internet trova il cucciolo adatto ai propri figli. E si rivolge all’associazione animalista che lo ha in custodia. Ma l’associazione risponde picche: «Non diamo i cani agli stranieri». E ora Karima, originaria del Marocco ma con cittadinanza italiana - vive a Querceta, è sposata e madre di tre bimbi - attacca l’associazione “Nati liberi Versilia”.
«Ho telefonato all’Associazione come da indicazioni – dice la signora Karima - però quando ho chiesto informazioni dicendo il mio nome mi sono sentita chiedere se ero straniera. Avuta la conferma mi è stato detto che non era possibile affidare i cani a persone straniere, perché avrebbero potuto decidere di andare all’estero portandosi con sé gli animali e in quel caso lo statuto dell’associazione non lo prevede. A quel punto non nascondo la delusione con cui ho interrotto la telefonata, anche perché mi sembra una ingiustizia, quasi una scelta razzista: anche gli italiani potrebbero decidere di andare all’estero e magari portare con sé il cane, oppure trattarlo male. Mi dispiace, perché alla bambina piaceva quel cane e non so come spiegarle che non lo può avere, perché la mamma è di origine marocchina. Mi sono rivolta al Tirreno, perché vorrei cercare di far capire che lo statuto di questa associazione secondo me va modificato».
Interpellata la signora Cecilia di “Nati Liberi Versilia”, ha detto che non è stata informata che la signora Karima avesse la cittadinanza italiana. «Mi ha telefonato, mentre ero al canile e in quel momento avevo un problema con due cani, non mi ha assolutamente detto di avere la cittadinanza ed ero rimasta d’accordo che mi avrebbe dovuto telefonare la sera, cosa che non ha fatto. Confermo che il nostro regolamento dice di non dare cani a stranieri, perché abbiamo avuto delle esperienze negative. Persone che per portarli all’estero dopo avere atteso le procedure burocratiche che sono lunghe li hanno abbandonati. Altre che hanno portato cani all’estero per farli combattere». (r.l.)
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