Il Tirreno

Versilia

DACECCHINI VIAGGI

di Paolo Lombardi

VIAREGGIO. Tiziana arriva dalla Sardegna via Torino. Due luoghi dove la discrezione è più importante dell’esuberanza. Eppure è vitale, attiva, comunicativa. Usando un termine fin troppo abusato: è...

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VIAREGGIO. Tiziana arriva dalla Sardegna via Torino. Due luoghi dove la discrezione è più importante dell’esuberanza. Eppure è vitale, attiva, comunicativa. Usando un termine fin troppo abusato: è solare.

E questa cordialità è diventato il marchio di fabbrica del Barbana Cafè di piazza Garibaldi.

«Una piazza bellissima come quel momumento di Viani che è stupendo.Eppure i viareggini la chiamano piazza delle Paure. Francamente la gente di qui spesso è troppo disfattista, ipercritica. Sarà perchè io vengo da fuori, ma in realtà Viareggio mi sembra una città bellissima. Come questa piazza che da direttamente sul porto e sulla darsena«.

Barbana è il soprannome del marito. «Si chiama Maurizio, ha sempre avuto la barba. Da qui il soprannome che ha sempre avuto e che è finito sull’insegna del bar«.

Che nasce da una grande storia d’amore. Per amore di Maurizio, Tiziana è venuta a Viareggio. Il marito proviene da una famiglia di ristoratori. Il locale era a Milano, ma loro sono di Ponte Buggianese. Insomma una delle tante famiglie della Valdinievole che hanno aperto trattorie toscane nel Nord, da MIlano a Torino, da Bergamo a Brescia.

Il Barbana cafè nasce il giorno della Befana del 2007, dalle ceneri di una precedente gestione andata non benissimo. Ma con Tiziana tutto è cambiato.

«Non è solo un problema di qualità dei prodotti – spiega la patronne – ma anche di comunicazione, di cordialità, di cercare sempre di aiutare il cliente a scegliere il meglio«:

In pochi mesi il locale ha avuto successo con qualche signficativo record.

Ad esempio è il terzo locale della Versilia per ven dita di vini della famosa azienda di Michele Satta nel LIvornese.

«Tanto che è venuto da noi e ci ha invitati tutti nella sua azienda a visitare la cantina«.

Con l’aiuto di Stefano Dal Pino - valido rappresentante – al Barbana si fanno spesso serate dedicate al vino.

«Il sabato poi mettiamo su un grande happpy hour, talvolta con un tema. Che applichiamo al buffet ma anche agli stuzzichini che proponiamo con gli aperitivi. Cosa va per la maggiore? Come penso in altri locali della Versilia: l’Americano e l’Aperol Spritz. Poi sono molto graditi anche quelli analcolici, magari con la frutta«.

A proposito di alcolici, nelfrigo spicca la birra Icnusa. Oggi è in mano alla Heineken, multinazionale del settore, ma la sua origine è sarda.

«E’ molto buona – conferma Tiziana – e poi ricorda la mia terra».

La Sardegna la si ritrova anche nel menù di mezzogiorno, con gli spaghetti con la bottarga e con le penne alla carlofortina (da Carloforte, isola sarda famosa per il tonno da corsa e perchè vi si parla genovese).Ma anche nella carta dei vini c’è tanto dell’isola. A partire dal torbato, un vino prodotto da un vitigno in via d’estinzione.

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