Il Tirreno

Versilia

Pronto il decreto che affiderà le spiagge

di Matteo Tuccinie Gabriele Dini
Pronto il decreto che affiderà le spiagge

I ministri lo sottoporranno presto all’attenzione dei balneari. Contenuto top secret, ma si temono le gare delle concessioni

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VIAREGGIO. Sarebbe quasi pronto il decreto del governo Monti per l’assegnazione delle spiagge, o per meglio dire delle concessioni demaniali marittime. E la bozza di riforma, di cui si è discusso anche ieri in consiglio dei ministri, potrebbe essere presto presentata ai diretti interessati: i balneari. Il contenuto? Top secret. E il timore degli stabilimenti è che si dia il via libera alla messa all’asta delle concessioni.

Si viaggia, ovviamente, sui rumors che provengono da Roma e che come tali vanno presi. Ma se fossero confermati, darebbero ragione a chi diceva che i ministri Piero Gnudi e Enzo Moavero Milanesi avevano già messo al lavoro i loro tecnici.

Ieri, tra l’altro, i ministri hanno incontrato una delegazione di concessionari. Ma niente di quanto scriviamo sopra è trapelato, neppure ufficiosamente. «Il governo ci ha confermato la propria disponibilità a trattare - spiega Emiliano Favilla, leader del Comitato No alle aste - chiedendoci di fornire le nostre proposte. È evidente che siamo alle parole, il futuro dirà se rimarranno promesse vuote».

Il distretto turistico. Ieri il sindaco Luca Lunardini ha ufficializzato la nascita del distretto turistico di Viareggio. «Potrebbe essere una delle risposte al pericolo rappresentato dalla direttiva Bolkestein», conferma il primo cittadino. Ma su cosa comporta questo distretto - che dovrebbe unire balneari, albergatori e altri operatori turistici - e se davvero può essere un salvagente, gli interrogativi sono aperti.

La scelta di Camaiore. Intanto il comune di Camaiore cerca di sottrarre al Demanio (e alla Bolkestein) gli stabilimenti balneari. Nell’ultimo consiglio comunale della legislatura, tenutosi ieri pomeriggio, è stata infatti approvata una mozione proposta da Pier Francesco Pardini dell’Udc. Il documento invita il Comune a muoversi con l’ufficio del Demanio e con la Capitaneria per chiedere lo spostamento della linea costiera, in modo da escludere dalle aree soggette al Demanio cabine, bar e ristoranti: in pratica le zone dove sorgono gli stabilimenti balneari. «La passeggiata di Lido - spiega Pardini - è già di “proprietà” del Comune. Se si facessero uscire dal demanio gli stabilimenti balneari sarebbe possibile salvare le imprese familiari (e numerosi posti di lavoro) messe a rischio dalla Bolkestein». Come fa notare ancora il leader Udc l’acquisizione di queste aree al comune (o comunque alla Regione) rientrerebbe nella filosofia del federalismo discale e costituirebbe una fonte di entrate sicure per le casse comunali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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