Finanza
Bocelli, Luisotti e Sandrelli aspettano
Tre star che aspettano di essere chiamati per dare una mano al festival della loro terra
TORRE DELLAGO. Viareggio, come sempre, assiste impotente. Dopo che la città si è dissanguata per decenni per portare avanti il Festival Pucciniano, ora il Maestro torna a casa. Lo slogan usato dai lucchesi per annunciare la riapertura della casa natale del Maestro era un subliminale messaggio a lucchesi e viareggini.
La villa di Marco Polo, dove Puccini compose Turandot, va ai lucchesi insieme ai due milioni di euro di diritti d’autore.
Una vicenda che ha del grottesco.
A Lucca case e soldi, a Viareggio l’onore ma anche l’onere di organizzare il festival, con le comitive che poi dormono a Montecatini, Lucca e Pisa e non in Versilia.
Intanto la debolezza intrinseca del Festival favorisce Lucca. Ma ad occhio e croce sembra una debolezza ormai voluta.
Non si riesce a capire, ad esempio, perchè non si chiamano le glorie mondiali-locali per dare una mano al festival.
I viareggini, ad esempio, non sanno che Andrea Bocelli ha cantato gratis al Carlo Felice di Genova per sostenere un’ente lirico in profonda crisi.
Né sanno che Nicola Luisotti non aspetta altro che dare una mano, appena nominato direttore del San Carlo di Napoli, al Pucciniano.
E che dire di Stefania Sandrelli che ha annunciato al Corriere della Sera di volere dare una mano alla «sua città che soffre di una crisi profonda. Forse non si è rialzata dalla strage del 29 giugno 2009».
E che dire della figura del senatore Giovanni Pieraccini che è stato lentamente emarginato dal Festival?
Troppi indizi cominciano a fare una prova, soprattutto quando sono numerosi e coincidenti, come dice anche il codice di procedura penale.
Del resto la politica viareggina è troppo debole rispetto a quella lucchese. Lo stesso Pd sembra si faccia imporre un candidato a sindaco da Marcucci. Una storia da cinema. Il patron del Ciocco non riesce ad imporre il proprio candidato a Lucca, ma ce la fa a piazzarlo a Viareggio.
Questo è il clma che si respira a Viareggio e a Torre del Lago. Il sospetto, chiarissimo, è che qualcuno abbia già venduto Viareggio a Lucca in cambio di una qualche posto (fisso) nella futura Fondazione unica.
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