Il Tirreno

Versilia

Bertola e il giallo del voto disgiunto

di Marco Pomella

Alessandro Santini all’attacco: «Stop ai giochini con il centrosinistra». Il sindaco smentisce: sempre appoggiato Matteucci

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CAMAIORE. È dagli ambienti del Pd, quelli più vicini al candidato Del Dotto, che arrivano le prime indiscrezioni: Giampaolo Bertola, sindaco uscente e candidato al consiglio comunale per l'Udc, andrebbe in giro a chiedere il voto disgiunto: a Bertola come consigliere, ma a Del Dotto come sindaco. Ed è anche da alcuni esponenti del centrodestra, Pdl e Udc, che arrivano le conferme. Anche se il diretto interessato, Bertola, smentisce tutto: «È mio interesse che vinca il centrodestra ed Alberto Matteucci. Io con la sinistra mai». La vox populi in questi giorni si fa sempre più insistente. C'è chi sostiene di essere stato fermato da Giampaolo Bertola e di essersi visto chiedere un voto per lui come consigliere, ma per Del Dotto e non per Matteucci come sindaco. Eppure è stato proprio Bertola il primo ad indicare Matteucci come suo "delfino", più di un anno fa (ma prima di "rompere" col Pdl e passare all'Udc, partito che comunque compone la stessa coalizione). Domenica inoltre lo stesso Bertola si sarebbe trovato in un locale dove era in corso un pranzo elettorale di Alessandro Del Dotto, al ristorante Da Robè. È stato lo stesso Del Dotto, domenica sera, a mostrare la foto del pranzo e a parlare del suo rapporto con l'ex sindaco nella veranda del bar Sirena in Passeggiata, in orario di aperitivo, quando di orecchie ad ascoltare ce n'erano in abbondanza (tra la quali quelle di Alessandro Santini). Bertola smentisce tutto. «Io sono uno dei pochi che nel materiale elettorale che distribuisco, oltre al mio volto, specifico chiaramente di mettere la croce anche sul nome del candidato sindaco Matteucci. Sostenere Del Dotto? Ma quando mai? Ho avuto un dissidio col Pdl nazionale, non con quello di Camaiore. E con la sinistra, da ex democristiano, non mi ci vedrete mai. È normale, visto che sono ancora il sindaco in carica, che ogni tanto incontri anche gli altri candidati: Pezzini, come Francesconi o Del Dotto. C'è qualcuno - dice Bertola - che su questa storia ci sta speculando, sia a destra che a sinistra». Il sindaco uscente parla anche dell'episodio di ieri. «Non era un incontro elettorale per Del Dotto. Era stato Roberto il Barbiere ad invitarmi, come tutti gli anni. Non sono andato a pranzo, ma a prendere un caffè con mia moglie: niente a che vedere col centrosinistra, dunque». Chi però interpreta diversamente la storia è il candidato Pdl Alessandro Santini. Sulla sua bacheca Facebook scrive: «Ora basta: uno che per dieci anni ha fatto l'amministratore per il centrodestra e si candida alle elezioni con il centrodestra non può sostenere pubblicamente il candidato sindaco del centrosinistra. È una vergogna! Che abbia la dignità e il coraggio di dire pubblicamente che sta con il centrosinistra e la smetta con questo stupido giochino. La politica - aggiunge Santini - non può essere davvero così schifosa e la gente non è così stupida da non capire quanto sia vergognoso un simile pubblico atteggiamento». Al suo post seguono tanti altri commenti di altri esponenti politici. Come quello di Marco Daddio ("Per Matteucci sindaco") che scrive: «I cittadini hanno occhi e orecchi, sapranno scegliere senza farsi illudere da false promesse». O Alberto Iacomini (Udc) che scrive: «Si tratta di un caso isolato, di una sola pedina nella scacchiera: la gente premierà la coerenza». Non tarda ad arrivare anche il commento di Sandro Frugoni (Fli): «Tutto questo assomiglia più ad una vendetta personale che ad una campagna elettorale. È un concetto di politica personalistica che speriamo venga spazzato via dalle urne». Puntale arriva anche il commento di PierFrancesco Pardini, coordinatore Udc.«"A prescindere dalle voci - dice - l'Udc camaiorese è per la continuità amministrativa, per completare il progetto avviato negli ultimi 10 anni, per Alberto Matteucci sindaco. Su questo nessuno di noi ha dubbi o incertezze».

Replica anche lo stesso Del Dotto: «Questa campagna elettorale è diventata un campo di battaglia per gli scontri interni al centrodestra. Gli eventi che organizzano gli stessi cittadini per parlare sono aperti a tutti e, in più di una occasione, ho trovato nella platea volti più o meno noti del Pdl o del centrodestra, venuti ad ascoltare o, addirittura, a prendere appunti sui miei discorsi. Questo testimonia che il centrosinistra non ha bisogno di tifosi di partito per riempire una sala. Qualcuno è forse è invidioso (e ha paura) della capacità attrattiva del centrosinistra?».

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