Il Tirreno

Versilia

Sorpresa, è Monteforte l’anti Buratti

di Matteo Tuccini
Sorpresa, è Monteforte l’anti Buratti

Confronto a tutto campo tra i candidati sindaco. Il pubblico prende di mira le new entry Baldini e Lucii

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FORTE DEI MARMI. «Ma come ti permetti di dire a me che disprezzo Forte dei Marmi!». Gabriele Monteforte sembra furente. Rosso in volto, inveisce contro il sindaco uscente Umberto Buratti. Dimenticandosi per un attimo di essere il volto del Terzo Polo, dei centristi moderati, l'ex berlusconiano si traveste da pasdaran. Il risultato è quello che è, ma si capisce l'obiettivo: Monteforte ha deciso di sfoderare gli artigli. Punta a ribaltare quell’immagine di alleato oscuro di Buratti che il centrodestra, i suoi ex amici, gli ha dipinto addosso. Raccontando per mesi, a tutta Forte, di un patto per spartirsi la possibile vittoria del centrosinistra.

Popper all'angolo. Il confronto tra i candidati al Versilia Holidays, però, dà ragione a Monteforte: sembra lui il rivale numero uno del primo cittadino. L'uomo del Pdl, James Popper, sceglie un approccio più riflessivo rischiando di finire all'angolo. Non parla mai al suo popolo del (presunto) tradimento montefortiano e della possibilità che i voti anti-Buratti finiscano in pasto allo stesso sindaco. Lo stile di Popper, molto cauto e pacato così come quello di Vasco Franceschi, non si rivela azzeccato: il clima della serata è da scimitarra e alla fine le loro dichiarazioni finiscono inghiottite nella rissa. Il pubblico, infatti, becca senza pietà tutti e sei i candidati, con un accanimento morboso per Maria Teresa Baldini (Fuxia People) e il candidato dei grillini David Lucii. Innervositi dalle risatine e dai “buu”, i due outsider finiscono col perdere la calma. E la bussola.

“C'è bisogno del femminile”. La Baldini, comunque la si pensi, è una novità gustosa di questa campagna. Ma il dibattito di fronte agli elettori non la premia. Conia slogan piuttosto curiosi, come «C'è bisogno del femminile» per affermare il ruolo delle donne, «basti pensare a Elena di Troia». Poi usa parole svuotate di significato: per rilanciare il turismo parla di “eventi” e di “specificità”, che è un po’ come parlare del momento difficile dell’economia. La sostanza evapora al momento delle proposte sulle cose da fare. C'è da dire, però, che tutti i candidati sono stati poco concreti e molto rissosi. Il clou si è avuto quando Buratti, stanco delle contestazioni del fratello della Baldini seduto in platea, ha perso la pazienza mandandolo quasi a quel paese. E lei, di rimando, ha detto: «È incredibile che un sindaco minacci mio fratello...». Frase chiusa da una grandinata di fischi.

Lucii inciampa sui vani. Serata complicata anche per il candidato di Beppe Grillo, David Lucii. Pare che persino sugli argomenti dove i grillini vanno forte, ad esempio la battaglia per l'acqua pubblica, Lucii non abbia l'appoggio totale del suo potenziale elettorato. A domanda precisa evita l’argomento e la butta sull’antipolitica, spiegando che «questa gente qui è la stessa che ci governa da anni e non mantiene le promesse». Ma il passaggio più difficile per lui è stato sull'Imu, la nuova imposta sulla casa. «Abbiamo sentito che potrebbe essere definita incostituzionale. Il calcolo delle rendite, infatti, viene fatto in vani e non in metri quadri, che è un'ingiustizia». L'impressione è che abbia fatto confusione: l'obiettivo della riforma è esattamente il contrario, cioè calcolare le rendite in metri quadri e non più in vani. Il pubblico, almeno, la pensa così e contesta l'errore. E Lucii si innervosisce.

Buratti e le tradizioni. Per Buratti, rodato da 5 anni di amministrazione, districarsi tra tanta incertezza non è un problema. C'è, però, un aspetto su cui viene criticato continuamente: il mancato rispetto delle tradizioni. Quando parla della focata viene contestato, e dalla platea si domandano perché abbia issato la bandiera russa al centro del paese: è forse un omaggio alla storia? Ma quello dei russi, così come per le grandi boutique del centro, è argomento complicato: a parole nessuno li sopporta, nel segreto (non dell'urna, ma del portafoglio) tanti incassano i loro euro.

La proposta di Vasco. Nel marasma sfugge a tanti l'originalità della proposta di Franceschi: gli stipendi di sindaco, assessori e consiglieri devoluti in beneficenza. Ma i maligni suggeriscono: «L'ha fatta perché non vincerà mai».

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