Il Tirreno

Versilia

Per Didala l’applauso più lungo

di Donatella Francesconi
Per Didala l’applauso più lungo

Sulle note di Bella ciao la folla saluta la partigiana. Solo Camaiore manca l’appuntamento: non era in agenda

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VIAREGGIO. «Ne valeva la pena? Certo che per te ne valeva la pena. Hai vissuto tutta la vita per testimoniarlo. Ti sei sfinita per questo. Lo hai fatto anche l'ultimo giorno, il giorno della tua festa, la festa della Liberazione. Ed eri felice, soddisfatta. La domanda non è per te, è per noi che la poni. La domanda, non è una domanda, è un imperativo categorico: “Fate in modo che ne sia valsa la pena!” Questo hai voluto raccontare tutta la vita. Questo hai voluto dirci con la tua vita». Sala consiliare gremita. In Municipio, lungo le scale, sulla piazza Nieri e Paolini una folla come non si vedeva da tempo è arrivata a salutare Didala Ghilarducci, segretaria provinciale dell’Associazione nazionale partigiani. Le parole sono quella di Stefano Baccelli, presidente della Provincia. Vicino a lui il sindaco Luca Lunardini, insieme al collega Michele Silicani, primo cittadino nella Stazzema medaglia d’oro al valor militare. «È questa l’Italia per cui avete lottato, che avete sognato, per cui siete morti? Non credo»: così continua Baccelli. Ma vale davvero, ancora e comunque, «raccogliere l’eredità. Non solo i vantaggi: la libertà, la democrazia. Ma i doveri che comporta: l’impegno morale, i valori che la sostengono la giustizia. Altrimenti la tradiamo questa straordinaria eredità che si chiama Resistenza».

Al sindaco Lunardini il compito di riassumere il pensiero collettivo: «Mi mancherai, ci mancherai, mancherai a tutta la città, la tua città. Ci mancheranno il tuo esempio, i tuoi consigli, la tua memoria, il tuo sorriso, la tua fermezza nel condannare un passato che non deve risorgere».

Al nipote Ciro il compito di leggere il messaggio del segretario nazionale del Pd, Pierluigi «dare continuità alla passione e all’impegno civile» di Didala Ghilarducci. Luciano Lombardi, rappresentante dell’Anpi regionale porta, commosso, «il saluto di tutti i partigiani nuovi e vecchi e di tutti gli antifascisti della toscana». E don Luigi Sonnenfeld legge il messaggio vescovo di Lucca che ricorda l’ultima volta che ha visto Didala, a Lucca, la mattina del 25 aprile: un intervento, quello della partigiana, «che è stato quasi un testamento spirituale, affidato ai giovani». L’Anpi nazionale è presente con Marisa Ferro che legge il messaggio del presidente nazionale, carlo Smuraglia: «Siamo tutti un po’ orfani. Abbiamo perso una compagna davvero straordinaria...lei che ha portato vita negli occhi in tutti questi anni...».

Nella sala del consiglio risuona Bella ciao e non c’è nessuno che non canti, occhi lucidi e lacrime che rigano le guance. Poi un applauso che sembra infinito. Sulla piazza, quando il feretro passa, le note della canzone partigiana risuonano ancora, spontanee. Due minuti prima, a cerimonia finita, è arrivato il labaro del Comune di Camaiore, l’unico che ha mancato la cerimonia. L’appuntamento - è stato spiegato - non era in agenda...

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