Sicurezza
Maxi-bollette, parla Gaia: sono solo 37
Questo il numero di quelle che superano i 10mila euro nell’ultima mandata di conguagli arrivati in città
VIAREGGIO. Maxi bollette e conguagli, parla Gaia, l’azienda che rifornisce d’acqua circa 200mila utenze tra Massa Carrara e la provincia di Pistoia. In questi giorni sono arrivate in città circa 30-32mila bollette. Mercoledì lo sportello Gaia in Municipio è stato preso d’assalto, con tanto di cartello sulla porta del Municipio che intimava “Per Gaia aspettare fuori”. Quasi trecento utenti, molti dei quali hanno risolto il problema non senza aver fatto una lunga coda: «In venti casi la richiesta - spiegano al “Tirreno” i dirigenti Gaia - era quella di verifica di una bolletta troppo alta. In due casi c’era un errore nella lettura della bolletta». Gaia, dati alla mano, contiene il fenomeno dei maxi conguagli che hanno sollevato numerose proteste e hanno dato vita all’assemblea che si è tenuta ieri sera alla Croce Verde e alla raccolta di firme conseguente. «Le bollette dell’ultima mandata che hanno superato l’importo di 10mila euro sono state solo 37. Quelle da 2mila a 5mila euro sono 42, da mille a 2mila euro, invece, 144. E le abbiamo controllate una ad una».
Perdite occulte. Cosa fa lievitare la bolletta dell’acqua è presto detto: «Ci può essere una perdita, come si è verificato come nel caso di alcuni utenti tra gli stabilimenti balneari della Terrazza della Repubblica. In questo caso l’utente apre una pratica presso l’azienda e la bolletta viene ricalcolata, carte alla mano. Con la polizza relativa alle perdite occulte gli utenti hanno usufruito anche di sgravi importanti».
Lettura errata. Secondo i dati di Gaia le letture errate dei contatori «sono pochissime. Anche perché nell’appalto assegnato per il servizio ci sono penali altissime per chi esegue la lettura e commette errori». Il dato fornito dell’azienda è «una cinquantina di letture sbagliate su 30mila bollette, fino ad oggi».
Contatore. In alcuni casi si può verificare un problema di «taratura» del contatore. In questi casi Gaia effettua la verifica e provvedere a ritarare il contatore.
Resta una domanda, inevitabile, che il “Tirreno” ha rivolto a Paolo Peruzzi, direttore di Gaia, Nicola Bertoni, responsabile commerciale, Simone Pardini, responsabile della fatturazione. Perché non adeguare la lettura telematica, con contatori che consentano la lettura direttamente dall’azienda via computer nell’era della tecnologia che tutto può?
Dalla risposta si capisce che il tasto “investimenti” è dolente per l’azienda che voleva privatizzarsi ed, invece, ha visto sfumare i sogni di gloria con il referendum tramite il quale gli italiani hanno deciso che l’acqua è un bene pubblico e tale rimane. «Se ne discusse al tavolo con le associazioni dei consumatori - ricorda l’azienda - un anno fa. Poi il tema non è stato più ripreso. Una scelta del genere, dal punto di vista dei costi, ha un impatto importante sull’utenza. L’ipotesi era di avviare questa innovazione in tutta la Toscana, tutti insieme. Così avrebbe costi diversi». Stessa risposta per il capitolo risparmio di acqua potabile attraverso il riuso: costi difficili da sostenere come singola azienda.
Aspettando di diventare moderni, il consiglio è: autolettura, almeno una volta ogni 3 mesi.
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