Sicurezza
Caprili al Pd: moderazione per le alleanze
VIAREGGIO. «Non ho niente contro la “moderazione" se allude a comportamenti politici e non tenta di indicare una direzione per possibili alleanze». Milziade Caprili, capogruppo della Sinistra...
VIAREGGIO. «Non ho niente contro la “moderazione" se allude a comportamenti politici e non tenta di indicare una direzione per possibili alleanze». Milziade Caprili, capogruppo della Sinistra Arcobaleno in consiglio comunale risponde all’intervento con il quale Alberto Corsetti, segretario del Pd Versilia, ha celebrato il 25 aprile dalla pagine del “Tirreno”. «Vorrei far notare, però - scrive Caprili - che il lascito dei combattenti e dei costituenti è stato tutt'altro che moderato: se la destra - ma poi proprio solo la destra?- si è buttata, letteralmente buttata contro la Costituzione ci sarà sicuramente un motivo. Forse perché si è venuta a creare una sorta di incompatibilità tra la progettazione di futuro indicata dalla Costituzione repubblicana e il futuro materialmente organizzato dai poteri forti».
La risposta così continua: «E avrei anche da ridire su come si sta superando questa difficile fase della vita nazionale. Siamo ancora preda del mercato e, nonostante la cura da cavallo, lo spread va su e giù e così la Borsa. Le famiglie hanno perso il 4,5% in termini di potere d' acquisto; l'inflazione sale e i salari rimangono al palo; il 10% delle famiglie più ricche possiede il 45% della ricchezza totale; i salari operai sono tra i più bassi d'Europa;l o scardinamento dello Statuto dei lavoratori è continuo. Si dice: ma diversamente ci sarebbe stata la catastrofe. Ma è proprio qui il punto: ancora una volta i sacrifici sono quasi solo in una direzione e stanno mettendo in ginocchio l'intera economia. E lasciate da parte l' unità nazionale, la moderazione e l' eredità dei partigiani. Diciamoci la verità: pare la solita musica, responsabili peraltro di averci condotto in questa drammatica situazione, quella suonata in due tempi. Tuttavia andrebbe onestamente aggiunto che un tempo si vede sempre, quello dei sacrifici ad una direzione. L'altro, il tempo dello sviluppo, viene sempre rimandato, quasi a mo' di dissolvenza cinematografica».
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