Lutto
Blocco degli straordinari Picchetto all’Henraux
Nessun dipendente si presenta al lavoro. La Fillea: fermeremo la protesta quando l’azienda riaprirà il confronto sull’affitto della linea di taglio a terzi
QUERCETA. Si sono trovati di fronte ai cancelli della Henraux ieri mattina alle 5,30. Un picchetto con striscioni organizzato dai rappresentanti sindacali dei lavoratori - una quindicina - allo scopo di verificare la riuscita del blocco degli straordinari decisa giovedì scorso per ribadire il no all’affitto del capannone della linea di taglio della Henraux a terzi.
«Verso le 6 - spiega Leonardo Quadrelli di Fillea - è arrivato anche l’amministratore delegato Carli insieme al delegato ai rapporti con il sindacato Sisti. Forse avevano paura che non facessimmo entrare il personale». preoccupazione a quanto pare infondata «dato che di lavoratori - continua Quadrelli - che avrebbero dovuto entrare in servizio anche oggi (ieri, ndr) per lo straordinario che da un po’ di tempo viene fatto il sabato, non se ne sono visti». Una prova di unità importante da parte dei dipendenti dell’azienda secondo Quadrelli «nonostante venerdì Carli in persona ci risulta abbia parlato personalmente con tutti i lavoratori perché si presentassero stamani al lavoro. Ho scambiato poche battute con Sisti ribadendogli la nostra posizione». Che in sintesi chiede l’apertura di un tavolo di trattative al quale seguirebbe l’immediata interruzione del blocco degli straordinari e un dietrofront dell’azienda sull’affitto a terzi della linea di taglio. «In cambio - continua il rappresentante di Fillea - siamo disponibili a discutere assunzioni temporanee o anche associazioni temporanee di impresa per portare a termine la commessa della Exxon che riguarda specialmente quel reparto».
Il tavolo servirà anche «a ricordare all’azienda gli impegni del protocollo Cervaiole - continua Quadrelli - e a discutere della questione della cassa integrazione straordinaria attivata un anno fa per 13 dipendenti di Henraux. Ci venne presentata una situazione di difficoltà e un progetto di “svecchiamento” in attesa, non appena ci fosse stata una ripresa del lavoro, di assunzioni di giovani. Il lavoro adesso c’è ma si va ad affittare un capannone». Quello dell’occupazione non è l’unico problema che Quadrelli intende affrontare. «Giovedì ho interrotto l’assemblea - spiega - perché mentre eravamo in riunione ho visto un dipendente di una ditta esterna lavorare ad un’altezza di 15 metri senza alcuna protezione e gli ho chiesto di smettere. Ritengo che debbano essere esaminati i problemi di sicurezza legati a una organizzazizone degli spazi del lavoro che presenta alcune criticità».
Quadrelli ribadisce infine la necessità di un confronto su quanto sta accadendo all’Henraux anche con le sitituzioni e cogliel’occasione per replicare all’associazione industriali. «Dei piani dell’azienda siamo stati messi al corrente due mesi fa, a febbraio - conclude - ed è la stessa azienda che ha rinviato il confronto a fine marzo, che si è poi interrotto. La nostra battaglia non è ideologica ma siamo preoccupati nel merito di questa operazione. Ho il timore che altre aziende da subito cerchino le contromosse o emulino Henraux per ridurre i costi del taglio (che incidono tanto sulle commesse) magari a discapito dei lavoratori».
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