Gioco
Una banca del miele per aiutare i Paesi colpiti da disastri
CAMAIORE. È l'unica banca, di questi tempi, dove si entra volentieri. E dalla quale si esce non con l'amaro in bocca, ma con una piacevole sensazione di dolce. Nasce in Toscana, e a Capezzano in...
CAMAIORE. È l'unica banca, di questi tempi, dove si entra volentieri. E dalla quale si esce non con l'amaro in bocca, ma con una piacevole sensazione di dolce. Nasce in Toscana, e a Capezzano in particolare, la Banca del Miele, primo esperimento del genere in Italia, sorto da un'intuizione dell'apicultore Mario Andreini. Un progetto di solidarietà di ampio respiro che ha già coinvolto diverse altre realtà nazionali. Tutto nasce nel 2010, in occasione del terribile terremoto - e la conseguente emergenza sanitaria - che sconvolse la piccola isola di Haiti e provocò migliaia di morti. «Per poter fare subito qualcosa per la popolazione e per i bambini in particolare - racconta Andreini - tramite il progetto Asa di Capezzano Pianore, e con l'aiuto del Comune di Camaiore e della Provincia acquistammo diverse centinaia di chili di miele, in bustine monouso, da inviare alla gente che non aveva più nulla». Un gesto e uno sforzo che però per poco non risultarono perfettamente vani. «Sorsero mille problemi burocratici. Ci accorgemmo subito che quella non poteva essere la strada giusta: il miele arrivò ad Haiti dopo circa 8 mesi, mentre sarebbe stato molto più utile nei momenti di emergenza massima». Così nasce l'idea di creare una vera e propria banca del miele. «L'obiettivo - spiega Andreini - è farne una vera e propria banca per le associazioni internazionali umanitarie, dalla quale possano attingere, come ad un bancomat, in caso di bisogno». Il progetto, iniziato sotto l'ala di Toscana Miele, ha già coinvolto molte altre associazioni. «Alle varie associazioni - spiega Andreini - comprese quelle che incontreremo nelle prossime settimane, chiederemo di donare 300 chilogrammi di miele ciascuno, e di vendere alla banca altri 300 chili a prezzo di mercato». In altre parole ogni associazione "verserebbe" in banca 600 chili di miele, venduto a metà prezzo.
«A breve proporrò questo progetto al ministero degli Esteri - continua Andreini - ma sarebbe importante che non solo i produttori di miele, ma anche enti pubblici e privati che hanno a cuore il bene comune partecipino».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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