Il Tirreno

Versilia

Ristoranti degli hotel vietati ai non clienti Scoppia il caso Forte

di Franco A. Calotti
Ristoranti degli hotel vietati ai non clienti Scoppia il caso Forte

Tante le strutture che hanno investito per aprire all’esterno Corchia: un’altra tegola su un settore in difficoltà

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In un settore che annaspa vistosamente vuoi per la crisi economica, vuoi per le difficoltà in cui si devono muovere gli operatori stessi, ecco che un’altra tegola arriva a disturbare un comparto in piena crisi.

Le strutture ricettive, leggi alberghi, affittacamere, campeggi, e così via, non potranno più, infatti somministrare alimenti e bevande, se non sono in possesso dei requisiti necessari per tale attività, ai clienti che non alloggiano direttamente nella struttura. In altri termini è lo stop a ristoranti negli alberghi. «Una situazione – denuncia Paolo Corchia, presidente degli Albergatori e di Federalberghi Toscana - che ci riguarda da vicino, e che pure qui a Forte dei Marmi, danneggia diverse nostre strutture, che in quest’ottica si erano appena attrezzate. Alcune avevano perfino già assunto il personale e affittato casa per ospitarlo, ed altri si apprestavano a farlo. Tra questi anche il Grand Hotel Imperiale che da qualche giorno sfoggiava sull’ingresso l’insegna del suo nuovo ristorante l’Olivo d’oro». A scatenare il tutto, come si ricorderà è stata qualche giorno fa la Consulta che ha abrogato l’art.18 del Codice del turismo dell’ex Ministro Brambilla che permetteva, appunto, di somministrare cibo anche nelle strutture che non hanno la licenza di ristorazione, come gli alberghi. Una decisione intervenuta a seguito del ricorso di alcune regioni tra cui la Toscana, l’Emilia, l’Umbria e anche il Veneto. «A chiudere ogni velleità – prosegue Corchia – c’è stato poi, stamani ( ieri, ndr), il Comune di Forte che ha già notificato le lettere agli albergatori interessati in cui si comunica lo stop».

«Comunque più che di volontà politica di contrastare i contenuti della riforma del turismo firmata dalla Brambilla – continua il presidente Corchia – si ha la sensazione che le Regioni non vogliano che ci siano interferenze del Governo centrale nella gestione del turismo. Ma, in questi tempi, inutile nasconderlo, il danno c’è ed è grosso, ed è un’altra tegola che piove sugli operatori turistici che non hanno più margini di guadagno. La possibilità di fare ristorazione anche a terzi era, insomma, un modo di ottimizzare l’utilizzo delle attrezzature dell’albergo, e dare un possibile sollievo agli incassi». Un’opportunità riservata solo ai grandi alberghi cittadini? «Nient’affatto, proprio a Forte dei Marmi – continua Corchia - non erano coinvolti e interessati soltanto alberghi al top come i cinque o i quattro stelle, ma ho notizia che anche diversi tre stelle si stavano muovendo e attrezzando, proprio perché potevano coprire le loro fasce di clientela anche nei periodi più morti». Secondo quanti si sono battuti per l’abrogazione, il nuovo Codice avrebbe concesso alle strutture ricettive di somministrare alimenti e bevande anche alle persone non alloggiate senza le garanzie di professionalità e integrità morale previste per i pubblici esercizi. «Respingo nettamente questa visione e ritengo questa decisione una vera scorrettezza - conclude Corchia – e purtroppo devo sottolineare come, ormai nel settore regni soltanto tanta confusione, se come sembra, non abbiamo più neanche la certezza che i provvedimenti nazionali siano operativi anche in sede regionale o locale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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