Il dolore
Storace: campagna d’odio non verrò a Camaiore
CAMAIORE. Un appello al voto su carta intestata di un Comune evidentemente amico. E quello che incassa Alessandro Del Dotto a pochi giorni dalle amministrative. «A Camaiore auspichiamo presto una...
CAMAIORE. Un appello al voto su carta intestata di un Comune evidentemente amico. E quello che incassa Alessandro Del Dotto a pochi giorni dalle amministrative. «A Camaiore auspichiamo presto una svolta che crediamo ci sarà presto con l’elezione di Alessandro De Dotto a Sindaco della città». L’assist istituzionale arriva dalla montagna, nel commento di Michele Silicani alla visita del leader de La Destra, Storace, in Versilia. Il quale, peraltro, ha deciso di togliere il disturbo: a Camaiore, per sostenere la campagna elettorale di Alberto Matteucci, non ci verrà.
«Il fatto che il leader della Destra abbia deciso di non venire in Versilia - continua Silicani - preferendo la commemorazione di un repubblichino di Salò, già Presidente nazionale dell’Unione combattenti della RSI, è per noi motivo di sollievo. Anzi non ci fa ne’ caldo ne’ freddo.
Il caso, al di là delle parole del sindaco di Stazzema, continua ad animare, inevitabilmente, i candidati camaioresi.
«Onoravo il 25 aprile quando Del Dotto portava ancora i pannolini. Che non venga ad insegnare a me certi valori: mio nonno è stato deportato». Parole del candidato sindaco del centrodestra Alberto Matteucci che risponde allo “sfidante” del centrosinistra Alessandro Del Dotto. Al quale replica anche Francesco Storace, leader de La Destra: «Non verrò a Camaiore, perché il Pd sta fomentando una campagna dell'odio contro di me». Le parole di Del Dotto riferite alle celebrazioni della Liberazioni che da una parte stigmatizzavano le affermazioni di Storace (“Non c'è niente da festeggiare”) e dall'altra stuzzicavano Matteucci, ricordando che La Destra è un suo alleato, scatenano le reazioni dei diretti interessati. «Il 25 aprile - scrive Matteucci - è una data che si è trasformata in evento nazionale, dalla quale nessun italiano che ami la libertà e la democrazia può prescindere. Rappresenta la lotta che è stata fatta contro l’occupazione nazista, per riconquistare la libertà e per restituire al popolo italiano la possibilità di autodeterminare le proprie istituzioni. Mai ho dubitato dell'importanza di questa ricorrenza, che peraltro mi ricorda la deportazione di mio nonno, e la mia cultura politica, che si è formata quando il candidato del centrosinistra Alessandro Del Dotto ancora "portava i pannolini", me ne impone rispetto e condivisione. Per queste motivazioni - conclude Alberto Matteucci - rispedisco al mittente ogni e qualunque lezione di democrazia, specialmente da uno schieramento che al suo interno ha coloro che orgogliosamente si dichiarano comunisti e che non hanno mai rinnegato quelle atrocità che i regimi con questa ispirazione hanno compiuto nel mondo».
A Del Dotto replica anche Storace. «Nel nome della democrazia antifascista - dichiara all'Ansa il leader della Destra - il Pd sta scatenando odio in Versilia contro una mia manifestazione per la campagna elettorale a Camaiore. Ovviamente - ha aggiunto Storace - non intendo far correre rischi ai miei militanti. Ho il diritto di dire che è delinquenziale quello che sta avvenendo nel nostro Paese. Lo segni nella memoria anche qualche antifascista di recente scoperta. Ne approfitterò domani per rendere omaggio alla salma di Ajmone Finestra, che fu combattente della Rsi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google