Il dolore
Quando al bar apparve la grande Mina
Da negozio di alimentari Fiorelli ha fatto nascere questo bar in un quartiere «che andrebbe tenuto meglio»
VIAREGGIO. L'attività del bar in pratica è stata sviluppata dal 1991 anche se uno spazio nel negozio di alimentari Fiorelli in via Aurelia Sud al Varignano c'è stato fin dall'inizio dell'attività che risale addirittura al 6 gennaio del 1951.
Gino Fiorelli e la moglie Floriana hanno gestito fin dall'inizio fino a quando poi la salute l'ha permesso l'attività del negozio di alimentari, dove in angolo c'è un piccolo spazio riservato al bar, manche non è mai stato utilizzato e sfruttato più di tanto.
Poi nella gestione del negozio alimentari sono subentrati il figlio Giuseppe con la moglie Vanna.
Nel '91 una volta che sono cresciuti anche i figli di Giuseppe è stato deciso di valorizzare lo spazio del bar Fiorelli e così è Marcello a gestirlo, mentre il fratello Maurizio ha aperto una rivendita di tabacchi in via del Pastore.
«Nel bar c'è anche la rivendita di tabacchi - dice Marcello - dove offriamo diversi servizi dalle ricariche telefoniche, al pagamento dei bollettini, oltre a giocare al Totocalcio, la Sisal, al Lotto. E' bar pasticceria che comprende anche una piccola cantina con vini e spumanti, niente di impegnativo, però mi è piaciuto ritagliare anche una spazio del locale che comunica ancora con il negozio di alimentari che potesse presentare alla clientela anche delle offerte alternative».
Ma visto che accanto c'è il bar Oriano, anche questo da molti anni presente sulla via Aurelia non è che siete in concorrenza?
«Niente affatto anche perché ci siamo diversificati, il bar Oriano ha posti a sedere, si gioca a carte, mentre invece il nostro è un bar per persone di passaggio. Lo ha voluto così mio nonno Gino che ha lavorato da giovane al bar Principe dove ha conosciuto Enrico Pea e Giacomo Puccini e ha sempre detto che se avesse avuto la possibilità di aprire un bar lo avrebbe concepito come un'attività di passaggio come è adesso. La gente da noi si ferma consuma e se ne va, però ci accontentiamo per il giro che abbiamo, possiamo dire che si "naviga" e che si cerca di rimanere a "galla". I tempi non soino facili, c'è concorrenza, però cerchiamo di fare del nostro meglio. Sarebbe importante che il quartiere Varignano fosse più curato e valorizzato, che la sicurezza fosse maggiore, non si vede mai la polizia e carabinieri, come pure la polizia municipale. Solo quando ci sono le elezioni i politici, sindaco compreso, fanno promesse che poi puntualmente non vengono mantenute. Nella piazza Karlovy Vary noi commercianti insieme con la parrocchia ed altre istituzioni abbiamo organizzato alcune iniziative per rendere vivo il quartiere, ma ci vorrebbe più attenzione».
Nel vostro bar, visto che è di passaggio ci sono stati clienti famosi? «C'è passato Fausto Coppi e tutta la sua squadra ciclistica e perfino la mitica Mina che quando entrò e mio nonno disse ai presenti che c'era Mina ci fu "Centino" uno dei nostri clienti affezionati che rispose di non dire fandonie. Ed invece era davvero la grande Mina».
Nei bar della Versilia poteva succedere anche di questo. In positivo, naturalmente.
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